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CASI AZIENDALI

 

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risultati della ricerca: Caso Completo


FERROVIE DELLO STATO

Azienda che opera nel settore dei trasporti

 

   

Sodalitas Social Award

Premio Sodalitas Social Award
Finalista
Anno: 2004

Stazioni impresenziate

 

Problema
In questi ultimi anni il Gruppo F.S. ha intensificato ed esteso il proprio impegno nel sociale e per il sociale. Una maggiore attenzione ed un rinnovata sensibilità è stata rivolta non solo verso gli aspetti sociali propri del servizio di trasporto ma anche a favore della realizzazione di progetti integrati di utilità sociale.
A partire della metà degli anni Novanta, è stata avviata dalle Ferrovie dello Stato un’iniziativa di recupero del patrimonio immobiliare dismesso a scopo sociale: il progetto “Stazioni Impresenziate” che nasce nell’ambito di una strategia di coinvolgimento delle Amministrazioni locali e del vasto settore rappresentato dal mondo dell’associazionismo e delle organizzazioni volontaristiche e umanitarie.
L’iniziativa prevede la valorizzazione a scopi sociali del patrimonio immobiliare non utilizzato (piccole stazioni, magazzini, uffici, ferrotel, dismessi), per interventi in partnership con l’associazionismo e gli Enti locali finalizzati a iniziative comuni. Tali interventi puntano a riqualificare la stazione o la struttura ferroviaria non più adibita alle antiche funzioni, trasformandola in centro di attività di servizi sociali per la collettività, in modo da sottrarle ad un destino di certo e progressivo degrado e restituirle con funzioni nuove al servizio del territorio e dei cittadini.
L’abbandono della gestione delle stazioni è frutto dell’evoluzione tecnologica della rete ferroviaria rappresentata dall’introduzione, a partire dal 1980, del sistema Ctc (Controllo Traffico Centralizzato) che consente di poter regolare la circolazione dei treni e di gestire tutte le operazioni tecniche connesse a distanza, senza l’ausilio della presenza del personale in loco.

 

Soluzione
La Direzione politiche sociali, in stretta relazione con RFI, è stata coinvolta nella realizzazione di interventi sociali territoriali sin dalla fase iniziale di ideazione e progettazione delle attività progettuali, partecipando agli incontri di programmazione e costruzione della rete di soggetti attuatori degli interventi.
Significativo risulta in proposito, l’incontro che si è tenuto il 10 luglio 2001 nel salone Eurostar della Stazione Roma Termini tra responsabili della Holding FS, Amministratori pubblici, Rappresentanti di enti di formazione e di organismi non profit, nel quale si sono definite le linee progettuali dei diversi progetti finanziati dall’iniziativa comunitaria Equal e si sono gettate le basi per future collaborazioni.
FS – Politiche Sociali risulta quindi a pieno titolo inserita nelle partnership di sviluppo che realizzano i progetti ed attiva grazie alla presenza di suoi funzionari sia nella fase di individuazione delle stazioni, che di decisione sulla destinazione d’uso che di ricerca circa le modalità di interrelazione con il territorio e le Amministrazioni Pubbliche ivi presenti.
Lo stretto raccordo interno alla Holding consente ai Dirigenti di essere pienamente informati circa lo stato di avanzamento delle attività e permette loro di esercitare in modo partecipe e pienamente funzionale il proprio ruolo sia come governo delle attività in realizzazione, sia in chiave di sviluppo per attività future.
Le modalità di gestione e la ripartizione delle leadership sono state regolate negli accordi di cooperazione formalizzati con i partner attuatori locali dei progetti.
Riconvertire le stazioni dimesse in stazioni attive e “presenziate” come servizio al territorio, per il tempo libero dei cittadini. Questo progetto ha anche riscontri in termini occupazionali con la nascita di micro imprese o cooperative giovanili dedicate alla gestione e sfruttamento delle ricchezze locali (ambientali, storico-artistiche, gastronomiche).
Per alcune iniziative realizzate con enti locali e associazioni è stato ottenuto l’apporto finanziario della Comunità Europea previsto dal fondo Equal.
Dalle circa 1500 le stazioni dimesse sull’intero territorio nazionale, 350 sono attualmente riconvertite a finalità sociali con positive ricadute in termini di qualità del servizio ferroviario e di accoglienza dei clienti.
Le risorse fornite da Ferrovie dello Stato sono quindi costituite dagli edifici ceduti alle associazioni e agli enti partner del progetto sulla base dell’interesse e della disponibilità dimostrata.
La selezione avviene direttamente sul territorio.

 

Risultati
Il progetto ha consentito di raggiungere, anche se parzialmente, l’obiettivo delle Ferrovie dello Stato di riconvertire in parte il proprio patrimonio immobiliare non utilizzato.
Per Ferrovie dello Stato si trattava di un problema di gestione e di risorse che si è tramutato in un’opportunità per il territorio.
Un problema perché le stazioni rimaste prive del personale ferroviario risultano spesso scomode, sgradevoli e insicure per i passeggeri, oltre a imporre alle Ferrovie costi notevoli per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Un’opportunità perché queste strutture si prestano a un uso sociale molto interessante per le amministrazioni locali e le varie realtà dell’associazionismo.
A livello locale, nei comuni dove il progetto è stato attivato, l’iniziativa ha avuto un considerevole impatto sulla comunità. Ad esempio, in 20 stazioni sono stati attivate piccole imprese giovanili a sostegno dell’economia locale (turismo, agricoltura, attività artigianali, come in Piemonte, Valle d’Aosta, Sicilia e Toscana) o centri di inserimento per fasce deboli (Calabria).
Si segnalano alcune altre iniziative particolarmente interessanti:
· la stazione di Manarola in provincia di La Spezia, che a seguito di un accordo tra Ferrovie dello Stato e Ente Parco ospita un centro di informazioni turistiche, un market di prodotti tipici locali, una mostra di oggetti tradizionali rurale. La gestione è affidata alla cooperativa Via dell’Amore che dà occupazione ad alcune decine di giovani
· la stazione di Talamona in provincia di Sondrio acquisita dal comune in comodato è stata adottata dai giovani del comune (nell’ambito dell’iniziativa: Adotta una stazione). I locali sono stati ristrutturati, il parco adiacente che era abbandonato è stato completamente bonificato, e nella stazione, che è diventata più vivibile e accogliente, si svolgono attività multimediali, concerti, proiezioni di film
· la stazione di Corsico, in provincia di Milano, insieme al Centro Donnalavorodonna ha creato al suo interno un centro di formazione professionale per le donne. Inoltre, l’associazione culturale Gheoartè organizza, in spazi dedicati, mostre, spettacoli teatrali, laboratori creativi, concerti etc. La stazione è diventata un centro d’arte e uno spazio espositivo permanente
· a Rionero in Vulture, Basilicata, il deposito di materiali ferroviari è stato trasformato con 250 mila euro investiti dal Comune in centro culturale polivalente: mostre, spettacoli, corsi professionali per tecnici del suono e delle luci, laboratori per attori, musicisti, scenografi, costumisti e il progetto di organizzare un festival internazionale di arti e linguaggi contemporanei
· a Eboli, Campania, l’Arci, ha allestito una sala prove che i “rochettari in erba” possono affittare alla modica cifra di 4 euro l’ora
· a Bucine, Toscana, dopo aver ristrutturato alcuni locali della stazione, il Comune li ha affidati a diverse associazioni creando un inedito mix: scuole di teatro e musica, Associazione dei Carabinieri, donatori di sangue dell’Avis e volontari della Protezione Civile si dividono gli spazi ma anche i lavori di manutenzione dell’area passeggeri.

Come questi, si potrebbero citare innumerevoli altri esempi che confermano la validità di un’idea progettuale che opera per il bene della collettività.
La riconversione del patrimonio immobiliare ferroviario per finalità sociali è una restituzione al territorio di beni costruiti con finanziamenti pubblici e quindi di tutti i contribuenti. Gli enti locali (comuni, province e regioni) e l’associazionismo hanno in questo progetto un ruolo fondamentale nella gestione ed evoluzione di questi programmi di riconversione: sono gli interlocutori con cui Ferrovie dello Stato sta realizzando iniziative significative per il miglioramento della qualità di vita delle comunità locali.
L’affidamento a titolo gratuito delle stazioni dimesse a enti locali e organizzazioni non profit in cambio dell’impegno a mantenere le strutture pulite e funzionanti e la possibilità di usufruire degli spazi messi a disposizione dalle Ferrovie nell’ambito delle stazioni ha portato alla luce idee e progetti di grande valore socio-culturale che, senza questa opportunità, non sarebbero stati realizzati.
La situazione delle stazioni dismesse è in continua evoluzione e molti dei contatti avviati tra Ferrovie dello Stato e soggetti pubblici o privati si stanno concretizzando.

Sull'impresa

Settore: Trasporti Website: www.ferroviedellostato.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica