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CASI AZIENDALI

 

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BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI CARUGATE

Banca locale che opera in provincia di Milano

 

Iniziative a favore dell’Ospedale Uboldo di Cernusco

 

Problema
Nell’ambito della sua attività di credito la Bcc di Carugate, Banca cooperativa “a responsabilità sociale”, destina ogni anno, come da Statuto Sociale, a fini di beneficenza una quota residua di utile netto di bilancio. Nell’adempiere a questo dettame statutario la Direzione della Bcc di Carugate, in pieno accordo con il Consiglio di Amministrazione cui spetta la deliberazione finale, individua le principali esigenze ed aspettative degli stakeholder, a partire dai suoi soci, per indirizzare le sovvenzioni verso le opere ed i temi valutati di massima priorità.
Considerato che il tema della salute viene comunemente percepito al vertice delle priorità di ciascuno; che la prevenzione oncologica rappresenta oggi l’arma più efficace contro il male incurabile più diffuso; che il tumore alla mammella rappresenta oggi (secondo i più recenti studi statistici) la seconda causa di mortalità femminile al mondo; che a Carugate e dintorni, fatta eccezione per il presidio di Gorgonzola non esiste un centro sanitario che si occupi specificamente di questo problema; la Direzione ha ritenuto che l’investimento richiesto fosse consono ai benefici di cui avrebbe goduto la comunità locale della quale fanno parte i portatori d’interesse che si relazionano con l’azienda stessa.
Il progetto è nato dal contatto con il Centro Studi e Ricerche Mediche “Dott. Gianni Mori” di Melzo, un’Associazione senza scopo di lucro che si propone di favorire lo studio, le ricerche e le attività cliniche nel campo della medicina in generale e della cardiologia in particolare e che si propone di svolgere e promuovere qualsiasi altra attività diretta a finalità di contenuto sociale e benefico con particolare riguardo verso le strutture sanitarie dell’Ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio. I responsabili del Centro Mori, hanno ricevuto dall’Unità Operativa di Radiologia dell’Ospedale Uboldo la richiesta per il sostegno privato nell’acquisto di una nuova macchina per la diagnostica mammografica in grado di soddisfare le accresciute esigenze dell’utenza del reparto. I vertici del Centro Mori, ricevuto l’assenso di massima dal Consiglio di Amministrazione della Bcc di Carugate, già nel gennaio del 2003, hanno messo in contatto i dirigenti dell’Istituto con i vertici della Asl Milano 2 cui fa capo il centro sanitario di Cernusco sul Naviglio.

 

Soluzione
In occasione del 50° anniversario di fondazione (1953 – 2003) la Banca di Credito Cooperativo di Carugate facendo seguito alla sua peculiarità di azienda locale a “responsabilità sociale”, ha deciso di sostenere questo progetto della Asl Milano 2 collaborando con l’Azienda Ospedaliera di Melegnano che amministra l’Ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio, ubicato sul territorio di competenza commerciale dell’Istituto di Credito. La definizione, gestione e valutazione degli obiettivi clinici del programma è stata interamente delegata al partner istituzionale il quale solo possiede le competenze per svolgere questa attività. La Banca si riserva invece di trovare strumenti di comunicazione idonei a verificare in futuro il grado di soddisfazione dei propri stakeholder nei confronti dell’attività di partnership “sanitaria” creata per la prima volta dall’azienda.
La Bcc di Carugate ha infatti donato all’Ospedale di Cernusco un mammografo tra i più avanzati (Sistema Giotto) da affiancare alla macchina da tempo in dotazione all’Unità di Radiologia dell’Ospedale che, da sola, non avrebbe consentito la gestione clinica degli esami richiesti e nello stesso tempo lo screening di massa organizzato dalla Asl. Se sino ad oggi l’Ospedale Uboldo realizzava una media di circa 2 mila mammografie l’anno, a partire dal 2004 potrà eseguirne almeno il doppio. Non solo, nel caso in cui la macchina ravvisi una anomalia in sede radiologica, sarà possibile procedere immediatamente ad una biopsia, l’analisi che consente con il prelievo di minime quantità di tessuto di verificare se in esso vi siano cellule ammalate. Il Sistema Giotto, infatti, è progettato per consentire un prelievo di tessuto rapido ed indolore in posizione supina (raccomandata per la delicatezza della tipologia di intervento). Il progetto sarà sotto la guida del dottor Enrico Gilardoni, Responsabile dell’Unità Operativa di Radiologia, del dottor Franco Cernigliaro e della dottoressa Anna Pandiscia, dirigenti medici e radiologi.
Il mammografo è stato acquistato dalla Banca di Credito Cooperativo di Carugate e ceduto in uso gratuito all’Ospedale Uboldo tramite il Centro Ricerche e Studi Medici “Gianni Mori”, associazione senza scopo di lucro.
Il costo dell’apparecchio è di 156 mila Euro.
La macchina è stata ufficialmente consegnata il 20 novembre 2003 nell’ambito di un Convegno pubblico organizzato dalla Bcc di Carugate nel proprio Auditorium, dal titolo: “Il sostegno privato nei progetti sanitari pubblici – Il contributo della Bcc di Carugate nella lotta contro il tumore alla mammella”. Nell’occasione relatori qualificati hanno dibattuto sull’importanza, nel moderno sistema sanitario, della collaborazione tra enti pubblici e sostenitori privati, ed hanno presentato il programma di screening ed il progetto di collaborazione dell’Ospedale con la Bcc di Carugate. Il Presidente della Bcc, Giuseppe Maino, ha poi consegnato al Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano, Sebastiano Gemma, la targa celebrativa che andrà apposta sul nuovo mammografo.

 

Risultati
Risulta ancora impossibile valutare l’impatto del programma di screening sul territorio, essendo appena partito il progetto che avrà durata almeno biennale, è tuttavia possibile fare una prima valutazione sui risultati già raggiunti: il dialogo tra l’ente privato e la struttura pubblica, seppur mediato da un organismo no profit, si è dimostrato efficace ed efficiente ed ha generato un connubio virtuoso che produrrà risultati indubbiamente favorevoli per i residenti del territorio, siano essi visti come stakeholder della Banca o come utenti del servizio pubblico.
Il progetto ha inoltre costituito l’occasione utile per avviare il dialogo fra importanti soggetti operanti nella comunità, che durerà nel tempo e porterà certamente a nuove occasioni di collaborazione, tutte rivolte al miglioramento della qualità della vita nella comunità di riferimento. In particolare si punterà alla diffusione dei metodi di prevenzione oncologica presso la comunità attraverso convegni, pubblicazioni a mezzo stampa e a mezzo Internet ed altro ancora.
Nell’ambito della gestione del progetto i partner hanno elaborato una strategia di comunicazione locale che ha coinvolto diversi media. Considerata la natura “volontaria” del test clinico previsto dalla screening di massa si è ritenuto opportuno informare correttamente gli utenti cui la prevenzione è principalmente dedicata per far sì che il maggior numero possibile di persone coinvolte nel campione decidesse di partecipare al programma clinico. Oltre alla comunicazione istituzionale creata dalla Asl Milano 2 per promozionare il progetto a livello Provinciale si è fatto ricorso ad una manifestazione ad hoc organizzata e programmata non solo per celebrare la collaborazione tra Bcc e Azienda Ospedaliera ma anche per spiegare la patologia e presentare il progetto di prevenzione.
Al convegno, fissato per il 20 novembre 2003, hanno preso parte tutti i professionisti coinvolti nel progetto e sono stati invitati direttamente (con lettera personalizzata) tutti i medici di base della Asl in qualità di principali promotori dell’iniziativa nei confronti dell’utenza. Il convegno aperto al pubblico è stato pubblicizzato sia tramite pubbliche affissioni che tramite l’acquisto di spazi su testate locali.
Inoltre è stato diffuso un dettagliato comunicato stampa e sono stati presi contatti con queste testate le quali hanno pubblicato numerosi articoli sull’iniziativa fornendo un ottimo supporto alla campagna di sensibilizzazione sociale al tema.
Inoltre tutto il progetto è stato dettagliatamente presentato nel numero natalizio del periodico edito dalla Banca e diffuso in 15 mila copie sul territorio indirizzato personalmente a tutti i soci ed ha molti clienti dell’Istituto. Nel corso del 2004 la rivista (quadrimestrale) manterrà uno spazio fisso sulle proprie pagine per presentare i risultati del progetto e per riportare nuove informative sulle nuove iniziative promosse in coda ad esso.
Per quanto concerne l’impegno delle risorse aziendali, a parte il denaro impiegato per l’acquisto della macchina (che nel bilancio sarà inserito nel capitolo di spesa per beneficenza) altre risorse sono state impiegate per la realizzazione e pubblicizzazione del convegno. Il coinvolgimento degli uffici interni dell’azienda è stato ovviamente proporzionato al fatto che il core business aziendale ha poco a che fare con il settore nel quale si è sviluppata la partnership. Nei fatti sono stati coinvolti direttamente nell’iniziativa gli uffici di Direzione Generale, l’Ufficio Marketing e Relazioni Esterne e, in parte, l’Ufficio Tecnico. Ciascun ufficio si è occupato di gestire la parte di progetto di propria competenza dalla gestione degli accordi tra i partner alla stesura dei contratti, dalla organizzazione dell’evento alla sua pubblicizzazione, dall’allestimento della sala alla gestione tecnica del convegno.
La Direzione Generale si è inoltre attivata, tramite l’Ufficio Gestione Risorse Umane, per pubblicizzare il progetto ed il convegno presso il personale tutto dell’Azienda, invitando tutti i dipendenti a partecipare con particolare riguardo verso la popolazione femminile.
I processi di gestione del progetto, e dell’evento – convegno in particolare, sembrano aver ottenuto ottimi esiti come ha dimostrato la nutrita presenza registrata la sera del convegno.
La nuova strumentazione (il mammografo “Giotto”) sarà messo in funzione nel mese di gennaio 2004 ed il programma di screening partirà nei primi mesi dell’anno. I risultati clinici dunque possono essere solo misurati in termini di aspettative sulla scorta degli standard nazionali relativi a questo tipo di programma diagnostico.
Gli obiettivi principali di un ideale programma di screening possono essere così definiti:
· Identificare ed invitare le donne eleggibili allo screening mammografico.
· Eseguire la mammografia in un alta percentuale dei soggetti che sono stati invitati.
· Garantire che si esegua un esame della più alta qualità possibile e che i film siano letti da personale di adeguata esperienza.
· Minimizzare tutti gli effetti sgradevoli dello screening in particolare l’ansia, l’esposizione alle radiazioni e le indagini non necessarie.
· Fare il miglior uso delle risorse disponibili a vantaggio dell’intera popolazione.
· Consentire alle persone addette all’attività di screening di migliorare le proprie capacità e competenze.

In questo contesto generale si sta sviluppando anche lo screening dell’Asl Milano 2, in particolare all’Ospedale di Cernusco dove si potranno soddisfare molti tra quelli che sono gli obiettivi principali di un ideale programma di screening. Infatti la nuova apparecchiatura oltre a caratterizzarsi in qualità di “mammografo anologico di ultima generazione”, permette di effettuare quelle procedure bioptiche “sul luogo” che spesso scaturiscono dalle mammografie in fase di screening. Questo consente di chiudere il “cerchio diagnostico” in un’unica struttura sanitaria senza dover ricorrere, come accade in altri centri, a realtà sanitarie più attrezzate. Anzi è altresì possibile che altri centri di screening possano in futuro rivolgersi all’Unità radiologica di Cernusco per tali procedure.
In base a queste considerazioni si può affermare che l’obiettivo minimo e primario del programma di screening è quello di replicare il “tasso di adesione medio nazionale” del campione femminile coinvolto ed il cosiddetto “detection rate” (valore medio di cancri che si individuano precocemente nell’arco di uno screening).
Obiettivo successivo, ed egualmente atteso, è l’aumento della consapevolezza del rischio e dell’importanza di analisi diagnostiche preventive nella comunità, e più precisamente nel campione maggiormente coinvolto (donne tra i 50 ed i 70 anni). L’attuale grado di consapevolezza all’interno della comunità di riferimento viene unanimemente ritenuto basso dai soggetti istituzionali preposti alla valutazione. Le iniziative legate alla collaborazione tra la Bcc di Carugate e l’Azienda Ospedaliera (inviti indirizzati alle donne coinvolte nel programma di screening, convegno pubblico, articoli su testate locali) hanno già provocato un risveglio dell’interesse verso il tema non secondario della salute delle donne e segnatamente verso il tema del tumore al seno. Un risveglio delle coscienze misurabile, al momento, in forma empirica sulla base delle numerose richieste di informazioni pervenute all’Unità di radiologia dell’Ospedale ed alle altrettanto numerose richieste ricevute per l’effettuazione di esami, di routine o legati al programma di screening.
Sulla base di queste prime impressioni si può prevedere che l’impatto sociale del programma sulla comunità sia piuttosto elevato: innanzitutto perché coinvolgerà un elevato numero di donne (17 mila), ed in secondo luogo perché il centro di screening spesso diventa una struttura di riferimento per le malattie oncologiche della mammella, generando nella comunità di riferimento una crescita della cultura di prevenzione.
Allo stesso tempo i partner istituzionali (Asl Milano 2 e Ospedale “Uboldo” di Cernusco sul Naviglio) dichiarano un elevato grado di soddisfazione per ciò che attiene la collaborazione con l’azienda rilevando come, in un momento tutt’altro che semplice per la sanità pubblica soprattutto in materia finanziaria – considerata l’estrema difficoltà nel reperimento di fondi necessari allo sviluppo di nuovi progetti clinici – la collaborazione tra pubblico e privato su questo specifico programma si è già dimostrata particolarmente efficace generando i primi effetti positivi, che saranno senz’altro maggiori in futuro, tanto per i soggetti coinvolti quanto per la comunità di riferimento. Questo sottende a nuove e possibili future collaborazioni tra i partner in materia di “medicina sociale e di comunità”.

Sull'impresa

Settore: Banche, Finanza e Assicurazioni Website: www.bcccarugate.com
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica