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CASI AZIENDALI

 

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GRANAROLO

Gruppo alimentare tra i principali operanti in Italia

 

Africa Milk Project

 

Problema
La Tanzania è classificata dalla Banca Mondiale fra i 10 paesi più poveri del mondo. E ciò a dispetto dell’enorme dotazione di ricchezze naturali, di una posizione geograficamente favorevole per l’accesso al mercato internazionale, di un ambiente pacifico e politicamente stabile e di uno spiccato senso d’identità nazionale.Il 51% della popolazione guadagna meno di 1 dollaro al giorno e la maggior parte di questi vive nelle aree rurali. Sono, quindi, prevalentemente le zone rurali quelle in cui la povertà è un fenomeno ancora profondo e diffuso. E di conseguenza, sono le aree rurali ad essere destinatarie della maggior parte degli aiuti internazionali. 

 

Soluzione
Il progetto “Africamilkproject”, promosso da CEFA e dal Gruppo Granarolo, ha l'obiettivo di sviluppare, in uno dei distretti più poveri della Tanzania - la Njombe Milk Factory - una vera e propria filiera del latte, capace di mettere a profitto gli sforzi dei primi allevatori locali coinvolti (si tratta di famiglie che possiedono una o più mucche), così da creare un piccolo ma autosufficiente sistema agrozootecnico in grado di produrre latte alimentare da distribuire alle scuole ma anche yogurt e formaggi, assicurando cibo, lavoro e un'attività economica ai tanzaniani. A Njombe il CEFA aveva promosso nel 2002 la costituzione di una cooperativa di allevatori di mucche da latte (in origine erano 150 mandriani). Granarolo, venuta a conoscenza del progetto, ha deciso di concedere alla Onlus un contributo finanziario e di andare sul campo a studiare la situazione socio-economica del distretto nel quale sarebbe sorta la centrale. Inizialmente il contributo dell’azienda è stato di natura esclusivamente finanziaria, per poi estendersi ad un trasferimento del proprio know-how ai casari della latteria di Njombe. Il progetto ha quindi permesso non soltanto di garantire alla cooperativa – costituita da 400 allevatori di mucche - un mercato sicuro per il latte, ma anche la formazione degli agricoltori-allevatori e la sensibilizzazione delle scuole del distretto. 

Per aiutare a costruire la latteria, Granarolo ha contribuito con un finanziamento di 150 mila euro dal 2003 al 2007.
Nel 2009 inoltre, Granarolo ha erogato i seguenti importi finanziari al CEFA per Africamilkproject:

- 26.500 euro per l'acquisto di un automezzo refrigerato per la consegna del latte

- 23.500 euro per l'acquisto di un refrigeratore e una invasettatrice per la latteria

- 140.000 euro per fornire il latte ad un prezzo sociale ad un numero più elevato di bambini. Nella seconda fase del progetto  il team Granarolo ha dedicato circa 1000 ore di lavoro al progetto Africamilkproject.

 

Risultati
Con il sostegno di Granarolo è stato possibile – tra il 2003 e il 2007 – costruire ed avviare la Centrale di Njombe, formandone adeguatamente gli addetti attraverso stage formativi presso il caseificio Granarolo di Bologna.Tra il 2009 ed il 2010 invece, grazie ad un ulteriore stanziamento economico da parte dell’azienda, la distribuzione del latte nelle scuole è stata estesa da 7.000 a 26.000 razioni settimanali, a partire da un’ampliata capacità produttiva della Njombe Milk Factory da 1.750 a 6.500 litri di latte a settimana.La Njombe Milk Factory attualmente occupa 25 persone e coinvolge oltre 400 allevatori (la percentuale di allevatrici sfiora il 50%) che conferiscono alla centrale in media 2500 litri di latte crudo al giorno. La latteria dà lavoro direttamente e indirettamente a più di 800 persone. Sono previste anche per gli anni 2010 e 2011 attività di sostegno da parte del Gruppo Granarolo-Granlatte alla latteria di Njombe, sotto forma di investimento economico per incrementare ulteriormente il numero di bambini che ricevono il latte e di proseguimento dell’attività di formazione agli operatori tanzaniani.

Sull'impresa

Settore: Alimentare e bevande  
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica