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CASI AZIENDALI

 

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LUSH ITALIA

Azienda che produce e commercializza cosmetici freschi e fatti a mano a base di frutta e verdura biologica

 

Da sempre, per sempre contro i test sugli animali

 

Problema
Il Governo Italiano ha varato il Decreto Legislativo n.50 del 15 febbraio 2005 con cui ha recepito le direttive europee 2003/15/CE e 2003/80/CE in materia di prodotti cosmetici. Entro il 2013 saranno vietati tutti i test su animali, ma fino allora circa 40.000 animali saranno impiegati ogni anno in Europa per testare gli ingredienti di creme, saponi e rossetti.

 

Soluzione
Mark Constantine, fondatore di Lush, negli anni ’80 diede un contributo essenziale allo sviluppo di una nuova consapevolezza nei consumatori di cosmetici. La sua azienda fu la prima a realizzare prodotti per la cura della pelle scegliendo unicamente ingredienti che non fossero testati sugli animali. Lush si basa su questi stessi principi pionieristici, proponendo un’ulteriore evoluzione.Lush non si accontenta di acquistare ingredienti presenti nella cosiddetta Positive list (su cui non vengono effettuati test su animali perché già svolti in passato) ma esclude totalmente dai propri fornitori tutte le aziende che non escludano categoricamente i suddetti test dalle proprie pratiche.Per scelta aziendale, Lush non investe in pubblicità sui media tradizionali, ma utilizza mezzi below the line, veicolati principalmente attraverso i propri punti di vendita.In tutti i negozi Lush d’Europa, comprese le città minori, è stata lanciata in simultanea la campagna “Still against animal testing”, che in italiano è stata tradotta in “Da sempre, per sempre contro i test sugli animali”.La campagna, cui aderiscono tutti i negozi Lush d’Europa, promuove inoltre una petizione per la modifica del progetto di legge comunitaria “REACH”, la proposta di legge sui composti chimici avanzata dall’UE che renderebbe obbligatori nuovi test sugli animali per tutte le materie prime utilizzate in cosmesi, anche quelle di comprovata sicurezza.In Italia la campagna è stata così strutturata:- E’ stata posta nelle vetrine di tutti i negozi una lavagna luminosa sulla quale campeggiava la scritta “Vota qui contro i test sugli animali”, invitando i clienti ad entrare e ad esprimere la propria preferenza.- In tutti i negozi è stato allestito un corner dotato di un box raccoglitore e di cartoline da compilare con i propri dati, a sostegno della petizione per la modifica di  REACH.- Sono state applicate su tutti i prodotti confezionati delle etichette riportanti la scritta “Da sempre, per sempre contro i test sugli animali” e delle spille con la stessa scritta sono state fornite agli assistenti alla vendita.- La copertina del periodico distribuito ai clienti Lush, “Lush Times”, è stata dedicata alla causa animalista, con articoli e approfondimenti all’interno.- Tutti i sacchetti utilizzati nei negozi Lush riportavano il logo della campagna sul fronte, e un riassunto dei principi etici aziendali sul retro.- L’home page del sito internet è stato dedicata alla campagna animalista ed è stata data la possibilità di firmare la petizione on-line. Un banner in home page rimandava ad uno spazio di approfondimento appositamente creato.- Una newsletter a tema è stata inviata a tutti i contatti della mailing list aziendale, costituita da utenti del sito internet e dagli indirizzi e-mail raccolti dai negozi.La petizione è stata promossa presso la stampa attraverso comunicati congiunti da parte di Lush e degli Animalisti Italiani, unendo i contatti “beauty” e “social”.Tutti i giornalisti partecipanti sono stati sensibilizzati sul tema e hanno ricevuto uno speciale dossier di approfondimento. L’evento ha avuto rilevanza nazionale grazie all’adesione e alla partecipazione dell’ex ministro per le politiche agricole Alemanno. Il coinvolgimento del personale ha previsto la programmazione di alcune sessioni di training, in collaborazione con gli Animalisti Italiani, cui ogni manager di negozio era tenuta a partecipare per poi fornire essa stessa un training al proprio staff. Alcuni dei collaboratori Lush fanno inoltre parte di associazioni animaliste o di vegetariani, e hanno scelto di lavorare in azienda proprio per la sua vocazione etica.

 

Risultati
Nei negozi europei sono state raccolte oltre 70.000 firme contro i test sugli animali un risultato considerevole rispetto alla breve durata della campagna (due settimane). I clienti Lush hanno potuto approfondire la tematica animalista in un ambiente neutro (quello del negozio) e hanno potuto conoscere meglio tutto quello che, a livello etico, sta dietro ai loro cosmetici.L’iniziativa è stata accolta da unanime consenso all’interno dello staff, che oggi si sente più vicino all’azienda identificandosi ulteriormente nei suoi valori.

Sull'impresa

Settore: Cosmetico Website: www.lush.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica