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PARCO NAZIONALE GRAN PARADISO

Primo parco nazionale italiano, abbraccia, con una superficie di 70.000 ettari, il gruppo del Gran Paradiso

 

A piedi tra le nuvole

 

Problema
La finalità principale di un parco nazionale è la conservazione. Conservare significa mantenere il livello attuale di biodiversità, ovvero di complessità delle associazioni animali e vegetali, le caratteristiche attuali del paesaggio e le risorse naturali e culturali presenti nell'area protetta. Questo si ottiene attraverso la conoscenza, la protezione del territorio e l'educazione verso una società ancora tutt'altro che educata a preservare l'integrità ambientale. Diventa fondamentale perciò una gestione sostenibile.

 

Soluzione
La zona del Nivolet, cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso, è habitat privilegiato di molte specie e sito di interesse comunitario; tale zona si raggiunge dal versante valdostano del parco per sentieri escursionistici, mentre sul versante piemontese esiste un accesso automobilistico. Il transito turistico estivo domenicale su tale tratta era ormai diventato incompatibile con la fruizione di un’area protetta, con dati di afflusso massimo rilevato pari a un’auto ogni 10 secondi e picchi di concentrazione giornaliera equivalenti ad un parcheggio di 10.000 mq a 2600 mt di quota.
L’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso ha così realizzato un progetto di sviluppo sostenibile che riguarda la riduzione del traffico privato estivo lungo la strada provinciale che da Ceresole Reale, Valle Orco, 1600 m di quota, raggiunge il Colle del Nivolet in Valsavarenche, 2600 m.
Dal 2003 è stato avviato d’estate, nel periodo di maggior affluenza dei turisti (da ottobre a maggio la strada non è percorribile) un piano di regolamentazione e insieme di educazione ambientale, che accanto alla regolamentazione del traffico privato prevede eventi e iniziative per il rilancio dell’intera area con proposte turistiche di qualità. La regolamentazione riguarda 9-10 giornate, le festività di luglio e agosto. L’iniziativa si compone di quattro fasi tra loro dipendenti: a) la regolamentazione vera e propria; b) il progetto di animazione, con l’individuazione e il coordinamento degli eventi e delle attività educative, ludiche, sportive, rivolte a utenze turistiche diversificate; c) il progetto di comunicazione, che prevede campagne stampa e sensibilizzazione dei media; la progettazione di un logo dell’iniziativa; la realizzazione di opuscoli informativi, locandine, gadgets; d) il progetto di informazione, sensibilizzazione e confronto con gli operatori turistici locali, che sono stati direttamente coinvolti.
Il progetto A piedi tra le nuvole ha comportato preliminarmente un accordo politico tra gli enti locali territorialmente interessati: l’Ente Parco ha sottoscritto nel 2002 un protocollo d’intesa con la Provincia di Torino, i Comuni di Ceresole Reale e Valsavarenche e la Regione Autonoma Valle d’Aosta che fissava i criteri e le finalità del progetto. Altro importante partner è stata la Regione Piemonte con cui è stato siglato un accordo di programma per coprire i costi dell’iniziativa (pari a € 90.000 annui). Lo strumento operativo del protocollo d’intesa è una commissione composta dai rappresentanti degli enti coinvolti, che si riunisce ogni anno prima dell’estate per definire gli aspetti tecnici e propositivi, apportare migliorie o modificare le strategie sulla base della interpretazione e valutazione dei monitoraggi effettuati. I più difficili stakeholder sono gli operatori locali, che temono una riduzione delle presenze turistiche con la chiusura al traffico di un tratto di strada. Con essi sono stati organizzati momenti di incontro e discussione e sono state concordate alcune iniziative e campagne stampa. Oltre ai partner istituzionali del protocollo d’intesa, partner privilegiato è GTT – Gruppo Torinese Trasporti, che gestisce il servizio navette. Il servizio, sulla base dei risultati raggiunti, è stato potenziato dopo il primo anno di sperimentazione; l’obiettivo è offrire la possibilità di raggiungere il Nivolet con il mezzo pubblico da un’area più ampia dei centri abitati della Valle Orco, attraverso un servizio Gran Paradiso-Bus che può migliorare la mobilità sostenibile del contesto territoriale.
Il contributo diretto dell’Ente riguarda l’impegno del proprio personale (4 persone per l’organizzazione, 8 sul campo).

 

Risultati
Con questa iniziativa l’Ente Parco intende proporre un’esperienza di mobilità turistica che: facilita la qualità ambientale e percettiva delle località turistiche dell’area; contrasta le scarse ricadute sull’economia locale e gli alti costi ambientali generati da flussi consistenti di un turismo motorizzato “mordi e fuggi”; modifica l’identikit del turista, richiamando visitatori più motivati a conoscere il parco e disposti a pagare i servizi che il territorio offre.
Per quanto riguarda i dati più quantitativi, il numero di auto parcheggiate al Colle del Nivolet, si è ridotto dell’85% a seguito della regolamentazione, che tuttavia non ha allontanato i turisti: nel 2003, primo anno di chiusura al traffico, le navette hanno trasportato più di 2800 persone, che sono diventate 4869 nel 2004 e 4443 nel 2005 nonostante 4 domeniche piovose sulle 9 di regolamentazione. Nelle rilevazioni del 1993, l’85% dei visitatori proveniva dal Piemonte e il 74% era un utente abituale; nel sondaggio del 2005 il 74% proviene dal Piemonte, con un ampliamento della provenienza da altre regioni e il 49.7% veniva per la prima volta, sintomo della presenza di turisti interessati ad una proposta turistica più soddisfacente. Inoltre il 96.2% ritiene che l’iniziativa debba ripetersi nei prossimi anni e, di questi, il 24% è favorevole ad ampliare il periodo di regolamentazione.
Per quanto riguarda la visibilità sui mezzi di informazione, c’è stata una crescita progressiva di interesse da parte dei media: la diffusione presso stampa locale e nazionale, pubblicazioni web, radio e tv è passata da 168 uscite nel 2003 a 332 nel 2004 e 417 nel 2005.
In collaborazione con gli operatori turistici locali sono stati organizzati tre concorsi: La Torta del Nivolet nel 2003, i Biscotti del Nivolet nel 2004 e il Piatto del Nivolet nel 2005. Ad oggi sono state prodotte e vendute dal pasticcere locale vincitore 7500 torte. Al concorso del Piatto del Nivolet hanno partecipato 11 ristoranti e sono state raccolte 1600 schede di giudizi da parte del pubblico.
L’iniziativa ha avuto un ottimo successo presso i turisti e in genere l’opinione pubblica, soddisfatta di poter fruire della natura senza il disturbo delle auto. Dall’analisi delle risposte al sondaggio emerge una maggiore consapevolezza per una mobilità sostenibile in un’area protetta.

Sull'impresa

Settore: Attivitą ricreative, culturali e sportive Website: www.pngp.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica