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CASI AZIENDALI

 

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PMC

SocietÓ di Consulenza di Informatica e Organizzazione.

 

Piccola Cooperativa Sociale Servizi Sociali 2000

 

Problema
La società P.M.C., all’interno della propria struttura di Consulenti, ha creato un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente a realizzare un progetto di riorganizzazione dell’area dei Servizi Sociali e Socio-Sanitario di Comuni, ASL, Province, Regioni, Cooperative e Associazioni, finalizzandola ad ottimizzare gli interventi del Servizio alla Comunità in difficoltà, utilizzando strumenti e interventi professionali di supporto organizzativo e tecnologico. L’obiettivo posto è quello di rendere la gestione e gli interventi di questi Enti più efficienti ed efficaci verso la collettività, cercando di creare e consolidare un rapporto di maggiore fiducia tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione, soprattutto nel momento in cui il cittadino chiede supporto concreto alla propria situazione di difficoltà e bisogno.
La motivazione che guida l’imprenditore nella realizzazione di questo progetto è la forte determinazione sulla convinzione che è necessario che l’impresa sia etica nel suo operare, e nel caso specifico, quindi, svolga una missione che contemperi lo sviluppo sociale obiettivo del progetto in armonia con le esigenze imprenditoriali della stessa, per realizzare un Progetto privato che si possa definire responsabile. Secondo questa visione per la società non deve quindi mancare il senso della misura non sognando cambiamenti rivoluzionari, ma lavorando giorno per giorno per dare risultati concreti e visibili al partner sociale.

 

Soluzione
E’ stata costituita una apposita società denominata Piccola Cooperativa Sociale Servizi Sociali 2000 completamente integrata con P.M.C. nella struttura societaria, e arricchita di consulenti provenienti dal mondo dei Servizi Sociali, che ha il compito preciso di assistenza e formazione ai gruppi del Sociale nell’ambito della PAL primariamente (Comuni, ASL), delle cooperative maggiori, delle associazioni di volontariato, etc. La Piccola Cooperativa Sociale non ha scopo di lucro, compensa i suoi collaboratori dal bilancio P.M.C.
Il progetto con i suoi obiettivi è nato da spinte diverse, provenienti principalmente dalla percezione del disagio dei cittadini per mancate aspettative di tempestivi ed esaustivi supporti pubblici all’utente in difficoltà e dalla necessità di trasformare il concetto di assistenza a casi isolati e comunque non pianificati, in un sistema di interventi socio-sanitari gestiti con pianificazioni e budget economici adeguati e sistematici, allargando così anche la fascia di popolazione assistita. Ciò quindi ha determinato macro-aspettative quali quelle di offrire alla collettività in difficoltà in tutti i suoi momenti di vita, un supporto professionalmente adeguato, che superasse cioè la fase del cosiddetto assistenzialismo per passare a quella più matura e adeguata dell’intervento programmato sul Sociale, coinvolgendo quindi Enti e Istituzioni in un sistema di interventi mirati, più profondi e integrati sul territorio, con possibilità di verificare i benefici ottenuti.
Le Entità Territoriali a loro volta esprimono queste esigenze ancor più vivamente, in quanto primi interlocutori con la collettività, e quindi spinte dalle quotidiane esigenze ed esperienze dirette sul campo. Si stanno quindi oggi verificando i primi risultati: pratiche di invalidità civile che impiegavano anni ad essere evase (spesso maturate dopo il decesso del richiedente), ora vengono evase in pochi mesi; portatori di handicap e anziani possono vedere all’istante la loro pratica, o da una loro postazione internet a casa o presso il loro patronato; ogni assistente sociale ha a disposizione una cartella socio-sanitaria informatizzata, esclusiva e riservata, con tutto l’iter di ogni pratica, e con le scadenze di ogni intervento da effettuare; l’anziano o il minore in difficoltà possono sapere all’istante la disponibilità di accoglienza in strutture adeguate. L’assistenza a domicilio può oggi contare su un sistema sicuro di gestione della disponibilità degli operatori.
Gran parte dell’attività quotidiana degli addetti è proiettata alla ricerca continua della comprensione del problema, che è l’aspetto più difficile essendo questo legato all’essere umano nelle sue mille manifestazioni, razionali e non.
L’aspetto tecnologico rappresenta il fattore chiave di equilibrio, perché come conseguenza del suo tecnicismo, comporta una vitale spinta ad una ricerca di definizioni certe e chiare.
Sono state individuate anzitutto, due tipologie di competenze di base: una proveniente dal mondo della tecnologia informatica, l’altra dal mondo del Sociale (Educatori, Assistenti Sociali, Dirigenti dei Servizi Sociali della PAL, etc).
Il lavoro maggiore è stato comunque poi svolto sul campo con il confronto quotidiano della realtà, che ha portato oggi ad un elevato grado di coinvolgimento di ciascuno nella problematica del Sociale.
Riguardo ai processi impiegati, il migliore metodo riscontrato da P.M.C. è la formazione continua all’interno, svolta con il coinvolgimento incrociato delle diverse competenze aziendali su singoli temi: come le modalità dell’assistenza domiciliare integrata, l’erogazione pasti, il trasporto handicap, i criteri di misurazione del disagio, le modalità di intervento su anziani non autosufficienti.
Il dialogo con i partner è svolto attraverso due canali principali: la Formazione degli addetti dei Servizi Sociali della PAL (operatori e assistenti sociali principalmente) e la partecipazione ai loro progetti, integrando le parti di competenza nel progetto Servizi Sociali della P.M.C.. Attraverso queste due modalità vi è un continuo ritorno dell’adeguatezza dei progressi compiuti.

 

Risultati
I risultati ottenuti sono in parte misurabili nell’efficienza del Servizio fornito al cittadino: il Comune di Parma, per esempio, che ha monitorato i tempi per definire una pratica di Invalidità Civile per chi è stato giudicato Invalido al 100% dalle ASL, ha verificato che essi sono passati da un tempo medio di 1 anno a pochi mesi, se visto nel complesso dei diversi Enti coinvolti, e di 40 giorni solo per il Comune di Parma. Questi risultati non solo hanno risposto alla domanda di maggiore correttezza e giustizia sociale ma hanno anche contribuito a ristabilire fiducia nelle Istituzioni da quella parte di popolazione già gravemente provata nella salute, equità nel rapporto con il singolo e certezza nei propri diritti: una crescita complessiva del sistema di solidarietà sociale.
I problemi maggiori riguardano il peso di questo lavoro che la Cooperativa considera terminato oggi, solo perché si è concluso un primo grande passo costituito dalla presa di coscienza della Pubblica Amministrazione Locale e Centrale, della necessità di capire più razionalmente il Sociale: da qui i vari progetti nazionali di Osservatori per le Politiche Sociali che stanno coinvolgendo le maggiori Istituzioni (Università, Regioni, Province, Associazioni di Volontariato, Centri di ricerca sociale).
La continuità del progetto è garantita da appositi contratti con i Servizi Sociali degli Enti, che ci impegnano nella manutenzione e assistenza contenutistica del sistema che oggi si trova installato in più di 170 Enti, tra grandi, medi e piccoli.
Il progetto quindi vedrà una seconda fase, ora in sviluppo, caratterizzata dall’uso esteso di Internet che dovrà consentire un accesso più facile ai Servizi Sociali, maggiore attenzione e rapida risposta alle situazioni a rischio (anziani soli, minori abbandonati, immigrati senza strutture di riferimento, etc…), e in sostanza una sempre maggiore sensibilità della Comunità ai problemi del Sociale.
 

Sull'impresa

Settore: Informatica Website: www.pmc-srl.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica