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CASI AZIENDALI

 

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PROVINCIA DI LECCE

Ente locale

 

Sistema di certificazione etica SA 8000

 

Problema
La Provincia di Lecce ha sempre considerato strategico il tema dello sviluppo economico e sociale. Promozione dello sviluppo economico significa innanzitutto costruire le relazioni, valorizzare i “saperi” del territorio, fare coalizione fra soggetti, creare un “sistema a rete”.
Per dare attuazione a tale idea di sviluppo locale è stata costituita nel 1993 la “Unità Operativa per lo Sviluppo” (UOS), composta da tutte le parti sociali e datoriali (CGIL - CISL - UIL - UGL – Assindustria – API - CNA – Confartigianato) e dalle più significative realtà istituzionali (Camera di Commercio, Università, Consorzio SISRI-ex ASI), con il compito di attivare sul territorio un programma di interventi inseriti in un quadro complessivo, coordinato ed integrato, conforme a precise strategie di sviluppo della realtà socio-economica locale.
Forte di tale esperienza, la Provincia di Lecce ha voluto essere vicina alle imprese che hanno deciso di intraprendere un percorso di certificazione etica, con la consapevolezza che, soltanto lavorando accanto agli imprenditori, facendo “sistema”, da un lato è possibile assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori, l’assenza di lavoro minorile, di politiche discriminatorie o coercitive e violente, dall’altro è possibile creare valore aggiunto e rendere il nostro territorio sempre più competitivo.

 

Soluzione
La Provincia di Lecce, in collaborazione con l’Università degli Studi e l’Assindustria di Lecce, ha promosso un progetto per diffondere e sviluppare tra le aziende salentine il sistema della certificazione etica, scegliendo come standard di riferimento per la responsabilità sociale di impresa la norma SA8000. Rispetto a modelli ancora in fase di definizione, tale norma rappresenta uno strumento credibile, visibile a livello internazionale e che, delimitando il campo di azione ad alcuni dei numerosi aspetti della responsabilità sociale d’impresa, consente di cominciare ad operare concretamente. A tal fine, la Provincia ha stipulato un’apposita convenzione con il C.I.S.E. (Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico), azienda speciale della Camera di Commercio di Forlì-Cesena accreditato dal S.A.I. (Social Accountability International) quale ente certificatore, aderendo al network lavoro-etico in qualità di organismo ispettivo.
Successivamente, attraverso un protocollo d’intesa con l’Assindustria, sono state individuate le sedici aziende aderenti al progetto che rappresentano il gruppo-pilota di riferimento per la diffusione di tale sistema su tutta l’area meridionale.
Dopo una prima fase, consistente nell’autovalutazione del sistema di responsabilità sociale delle imprese, condotta con oneri a carico della Provincia da consulenti accreditati Auditor SA8000 appositamente formati, la Provincia ha deciso di sostenere economicamente le aziende coinvolte nel progetto stanziando dei fondi destinati a finanziare il 50% dei costi che le imprese dovranno sostenere per ottenere la certificazione SA8000.
L’ultima fase del progetto, in corso di attuazione, prevede il lancio di una campagna di comunicazione a livello nazionale per promuovere la cultura della responsabilità sociale e dare visibilità alle aziende salentine eticamente responsabili.
Al fine di sollecitare i diversi portatori di interesse (stakeholders) ad una riflessione sul nuovo ruolo sociale che l’impresa è chiamata a svolgere nel contesto di globalizzazione, il 27 e 28 marzo 2003 si è tenuto a Lecce il convegno internazionale Responsabilità sociale di impresa: sviluppo competitivo sostenibile. E’ stata un’utile occasione per mettere a punto il progetto della Provincia e per confrontarlo con altre istituzioni pubbliche, con economisti di fama nazionale ed internazionale, con la Presidentessa del SAI, con rappresentanti delle organizzazioni sindacali più rappresentative e della Confindustria, con associazioni di consumatori e organizzazioni non governative, con il Presidente di Sviluppo Italia Puglia e con quello della Conferenza Episcopale Pugliese.
Le esperienze emerse durante il convegno sono state utili per individuare le esigenze e le aspettative reali degli stakeholders coinvolti (imprenditori ed associazioni di categoria, lavoratori ed organizzazioni sindacali, enti locali ed associazioni non governative, organismi pubblici di vigilanza, consumatori e associazioni di consumatori), tenuto conto che il sistema produttivo del Salento è caratterizzato da una forte presenza di piccole e piccolissime imprese .
L’idea di fondo del progetto è quella di diffondere un marchio che abbia, tra le altre cose, un contenuto “etico”, del quale si possano fregiare le imprese che soddisfano una serie di requisiti, consentendo al contempo di rispondere alla crescente esigenza dei consumatori di scegliere prodotti realizzati nelle migliori condizioni in termini di impatto ambientale, sociale e di rispetto dei diritti umani.
Questo progetto vuole essere uno strumento per segnalare che, anche nel Mezzogiorno d’Italia, esistono “imprese di qualità” che hanno accanto “istituzioni di qualità”, unite nel comune obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro e la competitività del sistema produttivo salentino.
Non a caso il progetto della Provincia di Lecce fa riferimento allo standard SA8000, perché questa è attualmente l’unica norma riconosciuta a livello internazionale già operativa che richiede alle imprese una politica aziendale improntata al miglioramento continuo e che riscopre la centralità dell’individuo all’interno del processo produttivo.

 

Risultati
Il primo risultato che questo progetto ha raggiunto è quello di aver coinvolto tutti gli stakeholders creando una stabile partnership nel territorio salentino.
Il secondo risultato è valutabile in termini di politiche del lavoro, in quanto la Provincia, attraverso l’organizzazione di due corsi di formazione per “Auditor SA8000”, ha investito nella diffusione di una nuova figura professionale indicata come emergente nei prossimi anni (Il Sole 24 Ore – Lavoro & Carriere 29/09/03; Corriere della Sera - Corriere Lavoro 09/01/04).
Il terzo risultato è quello di aver contribuito, anche attraverso l’organizzazione del convegno, alla diffusione della cultura della responsabilità sociale, quale ulteriore elemento competitivo ormai imprescindibile in un’economia globalizzata.
Infine, i risultati attesi al termine del progetto sono i seguenti:
- miglioramento della reputazione delle aziende: l’impresa socialmente responsabile genera nel mercato un’immagine positiva con una maggiore rispettabilità del marchio aziendale;
- maggiore fiducia dei consumatori e delle organizzazioni sociali;
- miglioramento dei rapporti con le istituzioni: il rispetto dei requisiti di responsabilità sociale facilita le relazioni con le istituzioni deputate al controllo (es. enti di previdenza ed assistenza, enti di controllo per la sicurezza);
- monitoraggio e garanzia della correttezza sociale della catena dei fornitori: l’impresa certificata dimostra che i principi di responsabilità sociale sono rispettati dall’intera catena dei fornitori e sub-fornitori;
- miglioramento del clima aziendale: i lavoratori si sentono tutelati dall’impresa in cui operano, che si assume impegni precisi per il miglioramento continuo delle condizioni di lavoro e maggiormente coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi.
Il progetto della Provincia di Lecce è un progetto a 360° che coinvolge tutte le parti interessate, dalle imprese alle istituzioni, ai rappresentanti dei lavoratori, alle organizzazioni non governative e, soprattutto, i giovani che hanno partecipato ad attività formative sulla responsabilità sociale e sui quali l’Amministrazione Provinciale ha fatto un investimento di lungo termine, per fare in modo che questa tematica sia destinata a rimanere come riferimento per lo sviluppo economico locale. Inoltre, questa ampiezza, nella sua accezione relativa alla molteplicità delle parti coinvolte, non è avvenuta solamente in modo formale, ma viene continuamente ricercata nella sua sostanza attraverso un coinvolgimento pieno degli stakeholders in tutte le fasi delle attività di progetto.
E’ evidente che la scelta di adottare sistemi di responsabilità sociale è una scelta volontaria che ricade inevitabilmente sulle spalle dell’imprenditore. Ma è altrettanto vero che se questa scelta non trova un’adeguata partecipazione nei lavoratori, nella popolazione, nelle Istituzioni, nelle Associazioni di categoria, in tutti quelli che sono i soggetti dello sviluppo economico locale, questa iniziativa spontanea da parte dell’imprenditoria è destinata a non avere grande successo. Questo progetto ha nel DNA un principio fondamentale della responsabilità sociale: quello della partecipazione equilibrata di tutte le parti interessate.

Sull'impresa

Settore: Pubblica Amminstrazione ed Enti locali Website: www.provincia.le.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica