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CASI AZIENDALI

 

Database dei casi di impresa: 
risultati della ricerca: Caso Completo


FEDERAZIONE DELLE BCC DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Società cooperativa di cui sono socie e clienti esclusivamente le 16 Bcc del Friuli Venezia Giulia

 

Sequenziamento del Genoma della Vite

 

Problema
L’innovazione è un settore che richiede finanziamenti costanti al fine di scoprire soluzioni, prodotti, servizi, informazioni, che portino ad un concreto progresso di tipo sociale, ambientale o finanziario, sia esso a livello locale o mondiale.

 

Soluzione
Il sequenziamento del genoma della vite è parte integrante del progetto nazionale denominato VIGNA (VItis GeNome Analysis), al quale partecipano 12 atenei ed enti di ricerca italiani e il Centro di Ricerca Agricola del Ministero delle Politiche agricole e forestali. La viticoltura rappresenta un settore centrale dell’economia del Friuli Venezia Giulia. Un peso rilevante è rivestito dalla cooperazione con il settore vivaistico, che annovera attori di livello mondiale, per quanto riguarda la produzione di barbatelle. Proprio i vivaisti viticoli che producono le barbatelle rappresentano infatti il mercato primario di questo progetto, assieme alle imprese operanti nel campo delle biotecnologie e della bioinformatica, che potranno direttamente beneficiare delle applicazioni pratiche delle ricerche. Considerate la significativa incidenza del settore vivaistico/viticolo e vitivinicolo per l’economia regionale e la prospettiva di molteplici ricadute sul territorio il CdA della Federazione delle BCC del Friuli Venezia Giulia ha deliberato di sostenere finanziariamente il progetto. In pratica l’iniziativa Genoma è governata dall’Associazione Istituto di Genomica Applicata, il quale, nella sua prima fase, è stato impegnato prevalentemente nell’attività di sequenziamento del genoma della vite, operando all’interno del Parco Scientifico e Tecnologico–Consorzio Friuli Innovazione. L’obiettivo del progetto è esplorare l’organizzazione del genoma della vite, identificare i geni, le loro sequenze e le loro funzioni, al fine di rispondere efficacemente agli obiettivi produttivi e di qualità richiesti dal sistema agricolo, quali aumenti qualitativi, resistenza a malattie, siccità e freddo. L’impegno finanziario a sostegno della ricerca per identificare i geni chiave è giustificato dal fatto che la pianta della vite è quella che, tra consumo fresco e prodotti derivati, ha la produzione di maggiore valore al mondo, tanto che i Paesi maggiormente industrializzati hanno da tempo avviato progetti di studio del genoma con tecniche avanzate. Il completamento del sequenziamento del genoma della vite, potrà infatti garantire ricadute a breve e medio termine al settore vitivinicolo, grazie alla possibilità di creare nuove varietà di vite di maggiore qualità e resistenti ai funghi, oltre che di realizzare la caratterizzazione di varietà e cloni di vite per i vivaisti. In altre parole questo processo  mira alla creazione diretta di valore attraverso: la nascita di spin off da ricerca nel campo delle biotecnologie vegetali; la costituzione di laboratori misti pubblici privati nel campo delle biotecnologie vegetali e la possibilità di ottenere brevetti nel campo dei processi tecnologici, dello sviluppo di nuove attrezzature, algoritmi e software. In termini d’investimenti complessivi esso richiede 5 mln di euro in 3 anni: il 46% delle risorse è assicurato dall’Università di Udine (19%) e dal Consorzio Friuli Innovazione (27%), mentre il restante 54% è garantito dal territorio, con le seguenti percentuali: Bcc per il 22%; il Settore Vivaistico (VCR) e Vitivinicolo per il 20% e le Fondazioni bancarie regionali (Crup, Carigo, CRTrieste) per il 12%.

 

Risultati
I risultati raggiunti in termini tecnici sono molteplici: l’Istituto ha già provveduto a depositare 920.000 sequenze (reads) per un ammontare di 736.000.000 di basi sequenziate, equivalenti a 1,6 genomi; il gruppo di bioinformatica ha allestito un stazione di calcolo parallelo basata su 8 x 2 processori, una nuova stazione di memoria per la conservazione in duplicato dei dati di sequenza, una rete di PC e una facility di data storage di grandi capacità e ha anche sviluppato i software LIMS per il controllo in automatico delle sequenze e lo scaricamento delle stesse all’NCBI (il centro internazionale per il deposito delle sequenze di DNA); lo stesso gruppo, inoltre, ha appena concluso l’assemblaggio della sequenza, l’annotazione dei geni e il riconoscimento di motivi; la mappa fisica è in via di conclusione, sono già stati processati tutti i 70.656  totali e l’analisi dei dati si concluderà entro il mese di febbraio 2008; il lavoro di messa a punto del metodo di identificazione dei cloni è iniziato a febbraio 2007 e si prevede di completarlo entro i tempi previsti. Attualmente il gruppo di ricerca dispone di 6.000 incroci in via di duplicazione su portinnesto clonale c/o l’azienda sperimentale dell’Università di Udine. I primi incroci sono in produzione e durante la vendemmia 2007 sono state avviate le prime analisi dei profili anticiani e aromatici e sono state eseguite le prime micro-vinificazioni. Infine il rilascio della prima varietà di vite resistente alle malattie è prevista per il 2012.

Sull'impresa

Settore: Banche, Finanza e Assicurazioni Website: www.bccfvg.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica