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CASI AZIENDALI

 

Database dei casi di impresa: 
risultati della ricerca: Caso Completo


NATURASĖ

Catena di supermercati specializzata nella vendita di prodotti biologici e naturali

 

   

Sodalitas Social Award

Premio Sodalitas Social Award
Finalista
Anno: 2006

Progetto Kunanisa No agli Ogm Sė all'indipendenza alimentare

 

Problema
Lo Swaziland, con un’estensione di 17.364 chilometri quadrati ed una popolazione di 950.000 abitanti è il più piccolo stato dell’Africa australe. Una congiuntura economica negativa, negli ultimi anni, ha causato una flessione del Pil, aggravata da un’epidemia di Aids che ha reso il 40 per cento della popolazione sieropositiva. Devastanti sono le conseguenze socioeconomiche della malattia: il numero degli orfani, circa 70.000, è destinato a triplicarsi nei prossimi dieci anni. A morire sono soprattutto le persone tra i venti e i quarant’anni, ovvero la manodopera su cui si regge l’economia agricola. Nelle piccole comunità, come Shewula, le famiglie decimate dall’epidemia non sono più in grado di coltivare la terra e cresce in modo allarmante il numero dei bambini denutriti.  

 

Soluzione
“Kunanisa”, termine con cui si indica il tradizionale sistema di scambio delle sementi nella comunità di Shewula nello Swaziland, ha dato il nome al  progetto di assistenza e formazione promosso dal 2003 nel paese africano da NaturaSì, prima catena italiana nella vendita dei prodotti biologici, in collaborazione con Legambiente e l’organizzazione non governativa Cospe. L’obiettivo che si è posta l’azienda insieme ai due partner è stato quello di raggiungere un’adeguata autosufficienza alimentare alla popolazione in un villaggio di 10.000 persone. Un modo per guardare al futuro mantenendo un legame con le proprie origini ed il proprio territorio, promuovendo il rispetto della natura e della persona attraverso l’agricoltura biologica. È proprio dalla scelta di un tipo di coltivazione naturale e dal rifiuto dell’uso dei concimi chimici o diserbanti che derivano i benefici per la comunità in termini di salute e di autosufficienza alimentare.  Al fine di raccogliere i fondi, l’iniziativa ha previsto l’utilizzo dei seguenti strumenti:- l’iniziativa “Il coraggio di dire no agli Ogm”, per raccogliere contributi attraverso salvadanai collocati nei punti vendita e nei ristoranti; - i biglietti di Natale 2003 pro Swaziland: 0,25 euro per ogni biglietto augurale donato ai consumatori sono stati devoluti a favore del progetto;- le raccolte punti 2004-2005 e 2005-2006: attraverso i contributi volontari dei consumatori che, invece di ritirare il premio, hanno deciso di devolvere il corrispettivo dei  punti all’acquisto di sementi o attrezzature agricole destinate alla popolazione africana. Dal 2005 è stata istituita anche la “Tessera di solidarietà: l’unione fa la forza” che ha consentito ai consumatori che non hanno raggiunto la quantità minima di punti per scegliere uno dei premi in palio, di devolvere i punti rimanenti sempre a favore del progetto;- i calendari 2005 e 2006 dedicati ai bambini dello Swaziland. Realizzati in collaborazione con Legambiente, i fondi raccolti sono stati utilizzati per sostenere un progetto di accoglienza a scuola di 800 bambini di Shewula e di altre tre comunità: Kambhle, Maphastindvuku, Sidwashini.La strategia di promozione del progetto ha previsto una costante comunicazione sullo svolgimento delle attività nello Swaziland. Informazioni sull’iniziativa sono state diffuse attraverso il periodico InformarSì (che ha una tiratura di 60.000 copie), distribuito gratuitamente nei punti vendita. Un altro mezzo di diffusione è stato il sito internet, che illustra il progetto in dettaglio. Nei vari supermercati inoltre sono stati collocati cartelli per aggiornare i consumatori su quanto è stato raccolto e realizzato grazie al loro aiuto.

 

Risultati
La raccolta fondi 2003/2004 ha permesso di devolvere al progetto un contributo iniziale di 18.025 euro. Grazie all’operazione “Il coraggio di dire no agli Ogm” è stato possibile promuovere e realizzare attività di assistenza a 30 famiglie, interventi di sostegno a 7 campi scolastici. Altra importante attività è stata la diffusione delle colture native; diversi contadini e ragazzi di Shewula e Kambhoke e di altre 4 comunità dello Swaziland hanno inoltre partecipato ai programmi di formazione per diventare “Rural extensions officers”, ovvero tecnici del Ministero dell’Agricoltura incaricati di dare assistenza alle famiglie contadine. È stata costruita la scuola di Nduma, in cui studiano quasi 100 bambini, una delle tre “Sebenta schools” della comunità, ovvero campi scolastici gestiti dalla comunità in collaborazione con il Sementa National Institute. Ogni campo è una scuola di agricoltura sostenibile, i cui allievi diventano degli insegnanti a loro volta e forniscono assistenza alla comunità.

Sull'impresa

Settore: Commercio e Largo consumo Website: www.naturasi.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica