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CASI AZIENDALI

 

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risultati della ricerca: Caso Completo


ATON

Azienda che opera nel mercato del mobile & wireless computing

 

Manutenzione hardware in carcere

 

Problema
Le discriminazioni da combattere all’interno del mondo del lavoro possono essere legate a distinzioni di sesso, razza, luogo d’origine, estrazione sociale e vissuto personale. Nel caso di coloro che hanno commesso dei reati, una volta saldato il proprio conto con la giustizia, reintegrarsi nella società non risulta facile, sia perché un passato di questo tipo ha spesso un’influenza negativa, sia perché i detenuti, in genere, non padroneggiano un vero e proprio mestiere.

 

Soluzione
Il progetto, concepito a maggio 2007 e attivo da ottobre dello stesso anno, prevede l’affidamento in outsourcing di parte della manutenzione hardware di Aton (terminali e stampanti mobili) ad un gruppo di detenuti del carcere Santa Bona di Treviso, adeguatamente formati ed affiancati dal personale tecnico dell’azienda con la collaborazione di Alternativa Sociale, una cooperativa già presente all’interno del carcere,  referente organizzativo ed amministrativo di Aton. In loco è stato allestito un laboratorio elettronico completo, con l’obiettivo di rendere produttiva la detenzione e di agevolare il futuro reinserimento dei carcerati nel mondo del lavoro attraverso una riqualificazione della loro professionalità.L’iniziativa rientra in un progetto globale che vede il Presidente dell’azienda impegnato in prima persona e che è esplicitato nella seconda parte della mission aziendale: l’impresa si realizza “nel produrre profitti crescenti e sostenibili, mettendo al centro l’ uomo, la cultura, il territorio, la qualità del lavoro e della vita”. Quest’iniziativa in particolare ha un impatto sia simbolico che concreto sul territorio e vede coinvolti, insieme all’azienda, la direzione del carcere, la cooperativa Alternativa Sociale, che opera come intermediaria, e ISF, Informatici senza Frontiere, organizzazione ONLUS di cui Aton è sostenitore. Gli obiettivi del programma sono alquanto concreti perché in stretta relazione con le competenze chiave e il business dell’impresa: le attività svolte dai detenuti consentono loro di acquisire competenze che possono agevolarne il futuro inserimento nel mondo del lavoro e ad Aton di esternalizzare attività non strategiche focalizzandosi sul proprio core business in un’ottica “win win” di rapporto con il territorio.Il progetto ha come principale referente l’Hardware Technologies Director di Aton, incaricato di gestire in maniera continuativa le relazioni con il carcere e la cooperativa, e ha coinvolto parte del team Hardware Technologies e della logistica di Aton che ha svolto attività di formazione e affiancamento ai detenuti e agli operatori della cooperativa. L’iniziativa è stata illustrata a tutto il personale dell’impresa nel corso di un meeting aziendale in cui è intervenuto il Presidente di Informatici senza Frontiere, Onlus già presente con un progetto di reinserimento presso il carcere di Treviso. Successivamente è stato organizzato un secondo incontro volto ad approfondire le attività organizzate dell’associazione per permettere agli interessati in Aton di impegnarsi a livello di volontariato per combattere il digital divide nella società. L’azienda ha fatto quindi un investimento in termini di persone, tempo, attrezzature, parti di ricambio e denaro (i detenuti vengono pagati).Infine il programma viene seguito e monitorato con incontri periodici dall’Hardware Technologies Director di Aton che assicura la qualità del servizio, l’aggiornamento delle competenze dei detenuti anche nei casi di turnover (scarcerazioni, trasferimenti, malattie) e ne valuta l’impatto all’interno dei processi aziendali.

 

Risultati
I risultati ottenuti finora sono in linea con i business benefits prefissati: ad oggi sono stati riparati 274 terminali con una media di 15 a settimana. È previsto un potenziamento dei volumi e il programma è considerato replicabile anche da altri.Le risorse umane di Aton si sono rivelate molto interessate all’andamento del progetto e molte persone chiedono al referente informazioni al riguardo. Inoltre il personale impiegato in carcere è motivato, impegnato e zelante. Per i detenuti l’opportunità di lavorare è particolarmente importante per investire il tempo di reclusione in modo costruttivo, per il riconoscimento economico che ottengono e per avere maggiori chance di reinserimento una volta scontata la pena.

Sull'impresa

Settore: Informatica Website: www.aton.eu
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica