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CASI AZIENDALI

 

Database dei casi di impresa: 
risultati della ricerca: Caso Completo


MANUTENCOOP

Azienda attiva nel Facility management e servizi ambientali.

 

L’integrazione dei lavoratori stranieri in Manutencoop

 

Problema

Manutencoop è un’azienda che opera nel settore dei servizi e che conta ad oggi circa 1600 dipendenti non comunitari su 8700 complessivi, che appartengono a 65 nazionalità diverse, dei quali circa il 90% è costituito da donne.Il percorso avviato da Manutencoop si basa sull’idea che la presenza in azienda di molte culture fra loro diverse non debba rappresentare un problema ma un’opportunità.Per Manutencoop le risorse umane sono il primo fattore competitivo, il patrimonio più importante per la crescita e lo sviluppo aziendale. Tutte le persone sono per questo importanti all’interno dell’azienda, da chi ha compiti esecutivi a chi ha mansioni dirigenziali, perché tutti partecipano ogni giorno ad un obiettivo primario: la soddisfazione dei clienti. Per questo valorizzare il lavoro e riconoscere ad esso dignità è il fine che guida l’attività di Manutencoop. La volontà è stata duplice: garantire sia la continuità occupazionale sia la qualità del lavoro, in un’azienda la quale - per la natura dei servizi che produce - offre un lavoro pesante e poco qualificato. Gli ambiti di maggiore criticità che sono stati affrontati sono più che altro quelli relativi a

  • le differenze linguistiche, che rendono problematica la corretta comprensione di mansioni attribuite e in generale la comunicazione fra colleghi; 
  • le implicazioni connesse al rispetto della legge Bossi-Fini legate essenzialmente all’ eccessivo carico burocratico da gestire. 
  • l’avanzamento di carriera dei dipendenti: si è infatti riscontrato che sono ancora pochi i lavoratori stranieri che hanno conseguito incarichi di responsabilità pur avendo maturato valide competenze.  

 

Soluzione
Per risolvere le difficoltà di comunicazione causate dalla diversa provenienza dei lavoratori, la maggior parte delle pubblicazioni di Manutencoop sono realizzate in più lingue. Così ad esempio i libretti sulla sicurezza (pubblicati in quattro lingue); la rivista trimestrale (al termine della quale sono inserite due pagine in arabo e due in inglese che sintetizzano i contenuti del magazine).Per quanto riguarda invece l’introduzione della legge sull’immigrazione Bossi-Fini, essa ha comportato significative difficoltà di applicazione a causa degli stringenti vincoli previsti per l’assunzione dei dipendenti non comunitari (si tenga conto che in Manutencoop il 97% di questi sono assunti a tempo indeterminato). In particolare, la legge prevede che il lavoratore immigrato debba possedere un’abitazione con determinati requisiti: questo significa che, in linea teorica, l’impresa dovrebbe rendersi garante non solo del fatto che tutti i suoi 1600 dipendenti dispongano di una casa, ma anche del fatto che quella casa possegga tutti i requisiti previsti dalla legge. E’ evidente che per un’azienda di queste dimensioni non è possibile assumere un impegno di questa portata. Per questo motivo Manutencoop si è attivata contro la legge Bossi-Fini, inviando una lettera ad alcuni deputati che è approdata in Parlamento e partecipando a dibattiti pubblici. Nel contempo, sul fronte organizzativo per diverso tempo una risorsa amministrativa è stata dedicata interamente alla gestione delle pratiche di soggiorno dei dipendenti. Inoltre, Manutencoop in quanto azienda multietnica ormai consolidata, si è impegnata a offrire ai lavoratori non comunitari le stesse competenze e le stesse possibilità dei loro colleghi italiani per un ordinario percorso di carriera.Pur non essendo stati attivati corsi formativi specifici per la crescita professionale dei lavoratori non comunitari, sono state intraprese azioni positive e progetti di arricchimento culturale. Inoltre dopo un incontro con i soci non comunitari è stato predisposto un questionario rivolto ai lavoratori stranieri con l’obiettivo di individuare percorsi e necessità, oltre alla formazione di un apposito gruppo di lavoro per individuare progetti e azioni positive da mettere in campo per confermare la realtà multietnica del gruppo.

 

Risultati
Grazie al coinvolgimento e alla partecipazione attiva di tutto lo staff del gruppo sono stati raggiunti risultati interessanti.Si è rafforzata la coesione del gruppo, cosicché tutti i dipendenti sono maggiormente sensibili rispetto alle problematiche in oggetto e spesso gli italiani tendono a dimostrarsi protettivi nei confronti dei colleghi immigrati.Relativamente alla legge Bossi-Fini, essendo una problematica abbastanza complessa, ci si è mossi con cautela e con un approccio critico, nel caso specifico, evitando di produrre delle “discriminazioni al contrario” poiché i lavoratori immigrati rischiano di risultare maggiormente tutelati rispetto a quelli italiani come conseguenza dell’applicazione della legge in questione, nonostante buona parte dei problemi che questi si trovano ad affrontare (salari bassi, casa, …) siano condivisi anche dai lavoratori italiani. Quanto all’avanzamento di carriera, un numero ancora ristretto ma significativo di lavoratori (30-40 secondo il Bilancio Sociale, di cui solo nell’area di Bologna e Modena 16 tra responsabili e capi cantiere, 4 capi turno e 6 seconde linee) ha raggiunto posizioni di responsabilità all’interno dell’impresa. Si è così riusciti ad ottenere capi squadra di altre etnie che coordinano il lavoro sia di stranieri che di italiani.Si tratta di operai che hanno seguito l’ordinario percorso di carriera all’interno dell’azienda e che ricoprono ora ruoli di direzione e coordinamento del lavoro. E’ importante segnalare che Manutencoop, pur auspicando che si verificassero degli avanzamenti di carriera anche fra i lavoratori immigrati (anche in considerazione della loro numerosità), ha tuttavia scelto consapevolmente di non creare “corsie preferenziali” per favorirne la promozione, in modo da non delegittimare le figure che si andavano a creare.Il percorso fino ad ora attuato, ha complessivamente comportato dei benefici, ciò nonostante resta ancora parecchio da fare.A tal fine continua ad essere preziosa l’interazione con interlocutori esterni all’azienda quali: associazioni e organizzazioni della società civile e del mondo produttivo in generale, le quali posseggono competenze specialistiche relativamente a questi temi.

Un ulteriore progetto che si sta pensando di realizzare è un corso di formazione sul multiculturalismo destinato alle figure di coordinamento.

Sull'impresa

Settore: Servizi per l'ambiente Website: www.manutencoop.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica