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CASI AZIENDALI

 

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SODEXO ITALIA

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M’AMA – Modello per l’Alimentazione dei Malati di Alzheimer

 

Problema
La perdita di peso è un noto problema nutrizionale associato alla malattia di Alzheimer. Sono stati descritti due tipi di calo ponderale, uno associato ad una diminuzione delle calorie assunte, l’altro associato ad una scarsa performance nelle attività di vita quotidiana.

 

Soluzione
I malati, con il progredire della malattia, tendono ad alimentarsi in modo scorretto, con conseguenze importanti sullo stato di salute: forti dimagrimenti o obesità e marcate carenze nutrizionali che accelerano lo stato degenerativo. Per dare il proprio contributo, Sodexo ha messo a punto un servizio che attraverso piani alimentari mirati, protocolli operativi e momenti di formazione per operatori e famiglie vuole migliorare la qualità della vita dei malati e di chi li assiste. Il progetto M’ama è stato sviluppato partendo dalla considerazione di base che nel mondo ci sono circa 24,3 milioni di malati di Alzheimer e ben 520.000 in Italia (5,5 % degli anziani oltre i 65 anni ovvero 16,2% di quelli oltre gli 85). Si stima che nel nostro paese ci saranno 780.000 malati nel 2020 e 1,5 milioni nel 2033. Sodexo Senior, ha rilevato i bisogni e le necessità delle persone coinvolte nella malattia: i malati, le famiglie e le persone che se ne prendono cura (cd caregivers). Ne è emerso che il malato di Alzheimer ha bisogno di aiuto crescente nelle attività quotidiane, riferimenti fisici e temporali precisi, costante vigilanza alimentare. Inoltre vi sono problematiche specifiche relative all’alimentazione: forti dimagrimenti o obesità, e marcate carenze nutrizionali che accelerano lo stato degenerativo.I familiari vivono un senso di colpa e d’inadeguatezza, d’imbarazzo e di vergogna, di rabbia e d’impotenza. Si sentono soli, storditi e affaticati. Hanno bisogno oltre che di sostegno fisico quotidiano, d’informazione e di chiarezza sulla malattia e su come affrontarla.

 

Risultati
M'ama soddisfa le esigenze nutrizionali specifiche dei malati di Alzheimer. In particolare permette di:1. prevenire e combattere la malnutrizione negli anziani, 2. contenere gli stati di agitazione e ansia, attraverso la somministrazione di mini-pasti equilibrati da un punto di vista nutrizionale e somministrati ogni 3-4 ore;

3. prevenire la stipsi, grazie a menu ricchi di fibre, il monitoraggio dell’apporto idrico e l’utilizzo di fermenti lattici di origine naturale;

4. gestire i problemi comportamentali a tavola, attraverso strumenti d’informazione, sensibilizzazione e formazione che aiutano chi assiste ad adottare i giusti accorgimenti per garantire una corretta somministrazione dei pasti e ad affrontare eventuali reazioni critiche del malato; 5. adeguare la consistenza degli alimenti attraverso la rilevazione preventiva da parte della dietista delle residue capacità alimentari dei singoli e l’adozione di protocolli per la preparazione di pasti omogeneizzati o frullati. Il progetto sta ottenendo un ottimo consenso da parte degli addetti ai lavori. Una valutazione particolarmente positiva è giunta dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria che ha sottolineato che, attraverso questo genere di progetti che coniugano la parte “hard” del servizio (il cibo tout court) e quella “soft” intesa come servizi aggiuntivi (formazione, informazione).

Sull'impresa

Settore: Turismo e ristorazione  
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica