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CASI AZIENDALI

 

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PRISON FELLOWSHIP ITALIA

Associazione Non Lucrativa di Utilità Sociale di cattolici cristiani operante nell’evangelizzazione dei detenuti in carcere

 

Progetto Sicomoro
Roma (Roma)

 

Problema

La Giustizia Riparativa è una diversa filosofia di risposta al crimine, che mira alla “cura” della società civile colpita da crimini e alla ricostruzione di un patto sociale tra questa e coloro che violando la legge sono detenuti in carcere. La Giustizia Riparativa è stata adottata dall’ONU nel 2002. L’Italia è ancora uno dei Paesi che non l’ha ancora recepito nel proprio ordinamento, nonostante gli sforzi della Commissione Europea ad invitare tutti gli stati membri ad aderire al testo.

 

Soluzione

Il Progetto Sicomoro è un programma di “Giustizia Riparativa” sperimentato per la prima volta in Italia, nella Casa di Reclusione di Milano Opera, dal 6 novembre 2010 a 12 febbraio 2011 dall’associazione Prison Fellowship Lombardia (PFL) che fa parte della rete di Prison Fellowship Italia. Si tratta di un progetto interconfessionale, aperto alle persone di ogni fede e religione sebbene avviato da volontari cattolici cristiani, realizzato in 18 carceri lombarde, in collaborazione con il Dipartimento alla Amministrazione Penitenziaria della Lombardia. Gli obiettivi più importanti perseguiti dal progetto sono da ricercare nella cura preventiva dei giovani che delinquono o entrano in contatto con associazioni criminali; nell’assistenza alle vittime di crimini subìti, con danni psicologici ed economici che si ripercuotono sulle loro vite familiari, sociali e lavorative; nel reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti in collaborazione con ANReL (Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro) e nell’abbattimento della recidiva che in Italia si attesta al 92% con un costo annuo di detenzione di 60-100 mila euro per detenuto. Per il percorso rieducativo previsto dal Progetto Sicomoro, sono stati quindi selezionati 6 detenuti pluri-omicidi affiliati a mafia, camorra e ‘ndrangheta, con diverse condanne all’ergastolo, e un detenuto italiano trafficante internazionale di droga. Parimenti, sono state selezionate familiari di vittime di reati analoghi che, alla presenza di facilitatori ed assistenti sociali, hanno incontrato il gruppo di detenuti per 10 volte, all’interno del carcere di Opera. Gli incontri hanno permesso di analizzare e discutere i concetti di responsabilità, confessione, pentimento, perdono, riparazione e riconciliazione. Le vittime hanno raccontato le loro storie e l’impatto del crimine sulle loro vite e hanno potuto percepire l’umanità dei carcerati. I detenuti hanno sperimentato un percorso di “guarigione” morale e rieducativa, hanno ascoltato le testimonianze delle vittime e hanno iniziato a riflettere sulla opportunità di un pentimento spirituale, sulla possibilità di riscattarsi umanamente più che penalmente.

 

Risultati

Nonostante le difficoltà del confronto tra vittime e detenuti dovute alla delicatezza delle colpe e dal rischio di esporsi a rischi fisici e psicologici, i risultati degli incontri sono stati ammirevoli. Durante le letture, le lettere e le testimonianze in diretta le due parti hanno manifestato grande diplomazia e cordialità; mentre grande entusiasmo e commozione sono stati provati dai volontari nell’organizzazione e nel coordinamento degli incontri. L’impatto sui Media è stato di rilevante importanza, soprattutto durante la cerimonia conclusiva seguita da un gran numero di visitatori esterni e testimoniata da testate di spessore come TG3 e Tg5, dalla rassegna stampa promossa da testate come Avvenire, Famiglia Cristiana e il Sole 24 Ore. L'esperienza della giustizia riparativa in Lombardia e in Italia apre degli scenari importantissimi sulla possibilità di affrontare il tema delle carceri in maniera innovativa e con un diverso approccio orientato alla rieducazione, al risparmio di risorse economiche, alla creazione di nuovi posti di lavoro, al recupero di una parte di società civile emarginata e improduttiva. Il progetto Sicomoro apre le porte di altri carceri, consente la formazione di altri volontari, consente di parlare di questi temi in seminari e convegni e consente di fare del lobbying su nuove proposte di legge a favore sia delle vittime che dei detenuti. Inoltre consente di coinvolgere banche fondazioni e capitale privato in meccanismi di microcredito e creazione di cooperative sociali e può contribuire alla sperimentazione di delocalizzazione produttiva di aziende o rami di aziende all’interno delle carceri.

Sull'impresa

Settore: Servizi Website: www.prisonfellowshipitalia.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica