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CASI AZIENDALI

 

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SocietÓ immobiliare del Gruppo Pirelli

 

Piccolo Fratello

 

Problema
Vi sono bambini che, per diverse motivazioni, non hanno altre alternative oltre a quella di vivere per strada, incorrendo in gravi pericoli come la violenza, la droga e la prostituzione. Garantire un’educazione scolastica e offrire loro una migliore qualità della vita attraverso l’inserimento in case famiglie e istituzioni volte a proteggerli non sempre è possibile.

 

Soluzione
Il progetto Ndugu Mdogo – Piccolo Fratello, è un’iniziativa che riguarda l’ambito della Cooperazione nei Paesi in Via di Sviluppo, con particolare attenzione alla causa dei bambini di strada. L'obiettivo del progetto è offrire un futuro migliore ai bambini senza dimora e garantire loro, in particolare, educazione scolastica, assistenza e protezione durante il processo di crescita. Il progetto Piccolo Fratello è stato realizzato in Kenia, a Kibera, uno slum di Nairobi, dalla Onlus Amani che dal 1996, anno della sua fondazione da parte del  padre comboniano Renato Kizito Sasana, è impegnata  a sensibilizzare, informare e coordinare progetti e iniziative sul territorio africano coinvolgendo la comunità locale. L’innovatività dell’approccio di Amani alla questione dei “bambini di strada” consiste nell’accompagnarli lungo un percorso di scelta consapevole di allontanamento dalla vita di strada e nel coinvolgimento della comunità locale e degli operatori del luogo nella progettazione e nella gestione di tutte le iniziative. Il progetto mira a formare, nella località interessata, educatori e insegnanti che possano aiutare questi bambini, diventando esperti in pedagogia dell'emergenza. Formare persone del luogo, infatti, significa avere insegnanti con maggiore conoscenza del contesto sociale e culturale. Questo approccio fa sì che, sia nei bambini, sia nella comunità locale africana, si crei una consapevolezza e un senso di responsabilità verso il proprio futuro. Il progetto si è sviluppato attraverso la realizzazione e l’integrazione di tre iniziative: innanzitutto il centro di prima accoglienza che fornisce riparo per la notte e distribuzione di pasti durante il giorno e residenza per due educatori di strada;  in seguito la casa-famiglia che ospita in modo permanente una quarantina di “ex-bambini di strada”, che frequentano regolarmente le scuole pubbliche situate nelle vicinanze; infine il centro di educazione permanente che sostiene le persone interessate a dedicarsi a questo lavoro, dando loro una competenza educativa di alto livello professionale. Infatti, per affrontare il problema dei bambini di strada, è necessario formare educatori che abbiano sia un’esperienza di vita di strada sia la capacità professionale di studiare, proporre e mettere in atto nuove soluzioni.

 

Risultati
Grazie al lavoro di Padre Kizito e degli educatori Boniface, Robert, Jack e Tiberius è stato fatto, prima di tutto, un lavoro di rispetto verso i bambini, che non sono stati obbligati a lasciare la vita di strada, bensì accompagnati lungo un percorso di scelta consapevole che è consistito nel conoscere ogni bambino, nell’aiutarlo a scegliere, nel pensare insieme le attività e la cura degli spazi, nel condividere il gioco e il desiderio di ricominciare a studiare. La realizazione del progetto ha significato sì la costruzione del Centro di prima accoglienza, della Casa Famiglia e del Centro di educazione permanente, ma ha soprattutto dato un importante segnale della necessità di affrontare il problema dei bambini di strada attraverso gli strumenti per educare la comunità locale, in particolare i giovani, a modificare le proprie condizioni di vita. In questo modo il progetto ha fatto sì che si realizzasse un’opera di assistenza legata a un sempre più necessario intervento culturale ed educativo in grado di affrontare il problema alle sue radici.

Sull'impresa

Settore: Immobiliare Website: www.pirellire.com
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica