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CASI AZIENDALI

 

Database dei casi di impresa: 
risultati della ricerca: Caso Completo


ABB

Multinazionale del settore elettromeccanico

 

Progetto DAIA, Diversamente Abile in Azienda

 

Problema
Nell’ambito della legge 68/1999 (Diritto al lavoro per disabili), osservando le banche dati utenti disabili, risulta che circa il 30% degli iscritti sono disabili psichici. Di questi solo il 25% è in grado di svolgere un lavoro regolare. Per quanto riguarda la realtà di Milano, inoltre, negli ultimi 5 anni 1 cittadino su 50 si è rivolto al servizio psichiatrico territoriale per ricevere cure. I problemi legati alla disabilità psichica sono molteplici: da una parte, proprio per le difficoltà che essa può creare, tali disabili sono i meno richiesti in azienda; dall’altra le persone con disabilità psichica spesso non accettano il lavoro offerto per mancanza di motivazione e qualificazione mentre è altamente dimostrato il valore terapeutico del lavoro, capace di strutturare il tempo, di contribuire alla creazione dell’identità personale, di facilitare i contatti sociali.

 

Soluzione
Il progetto DAIA (Diversamente Abile in Azienda) nasce nel 2000, da una proposta di Sodalitas ai coordinatori della attività nel sociale di ABB Italia; l’obiettivo è di favorire l’inserimento guidato di disabili psichici nel mondo del lavoro, creando un modello e una metodologia innovativa di riferimento. Il progetto si prefigge anche l’obiettivo di rendere replicabile tale modello, grazie all’uniformità dei termini e del linguaggio, all’utilizzo di metodi e criteri di valutazione di riferimento e alla definizione puntuale di tempi e costi. Altro particolare qualificante di DAIA è l’utilizzo del DataBase Match, della Provincia di Milano, che contribuisce a incrociare le caratteristiche del singolo disabile con la figura professionale ricercata dall’azienda.
Inizialmente, il progetto è stato promosso e sviluppato da un Comitato Tecnico Scientifico, ovvero da un gruppo ristretto di persone formato da ABB, Sodalitas, ALA, Provincia di Milano ed ENAIP, che hanno collaborato per la definizione del modello. Un primo elemento innovativo è stato il processo di lavoro, che ha visto seduti ad un tavolo attori diversi per background, per linguaggio e per metodi di lavoro. Gli attori partner del programma hanno contribuito alla definizione delle attività da sviluppare, apportando competenze ed esperienze specifiche. ABB ha contribuito attraverso rappresentanti che hanno arricchito il Comitato Tecnico-Scientifico di professionalità e competenze manageriali. In questo modo l’azienda ha dimostrato che il problema dell’integrazione dei disabili in impresa può essere affrontato in modo attivo e propositivo, senza essere vissuto come un’imposizione dall’esterno. Il progetto è stato rivolto ad un target giovane in buone condizioni psichiche, in cura presso i servizi specialistici con esordio della malattia tra i 18 e 25 anni, e che ha ottenuto un titolo di studio di scuola media inferiore o superiore.
La responsabilità del progetto è stata affidata alla Provincia di Milano, che insieme al Comitato Tecnico Scientifico ha contribuito a definire 16 attività principali da sviluppare. Per ogni attività è stato definito l’attore responsabile, che doveva soddisfare tutte le informazioni richieste: strumenti, metodi, costi, documenti in ingresso e in uscita. La principale difficoltà riscontrata è stata quella di misurare fattori intangibili.

 

Risultati
Il risultato finale ha soddisfatto completamente gli obiettivi prefissi e l’applicazione sperimentale del modello, per circa 2 anni, ha dimostrato anche la sua efficacia pratica.
Tra gli obiettivi raggiunti ricordiamo in particolare la definizione e standardizzazione di procedure prima frammentate ed eterogenee; la sensibilizzazione generale dei dipendenti verso il mondo della disabilità; la riduzione dei costi totali, per l’inserimento dei disabili psichici in azienda, con definizione e semplificazione delle procedure di defiscalizzazione e contributi regionali e/o statali e la standardizzazione dei criteri di valutazione, che permetteranno la misurabilità e la comparazione tra risultati ottenuti da Enti e Operatori diversi.
Durante la fase sperimentale sono stati attivati 22 percorsi di tirocinio lavorativo nelle aziende interessate e 14 di questi sono stati inseriti positivamente in azienda. Questo dimostra che l’utilizzo puntuale del modello DAIA accresce la percentuale di inserimenti lavorativi di disabili con esito positivo, giudicando in maniera completa l’idoneità al lavoro del soggetto con problematiche psichiatriche. ABB ha accettato non soltanto di promuovere la definizione del modello, ma è stata anche teatro di sperimentazione nel 2003, attraverso l’inserimento di 2 disabili psichici nello stabilimento di Vittuone; la sperimentazione ha avuto un esito molto positivo, tale da portare all’assunzione dei 2 disabili psichici. Il successo del Progetto DAIA ha portato la Provincia di Milano ad adottare il modello, denominandolo “Progetto Lavoro Libera-Mente”, per una prima sperimentazione in aziende dell’area milanese per il 2005. La sperimentazione si è conclusa con successo alla fine del 2005, e ha portato la Provincia a definire la piena sostenibilità ed efficacia del progetto, e a dichiarare che il modello sarà esteso su tutta la Regione con finanziamenti della Regione Lombardia.

Sull'impresa

Settore: Apparecchi meccanici ed elettrici Website: www.abb.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica