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CASI AZIENDALI

 

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risultati della ricerca: Caso Completo


PROVINCIA DI TERAMO

Ente Locale

 

   

Sodalitas Social Award

Premio Sodalitas Social Award
Finalista
Anno: 2007

“Tante Tinte” – la mediazione culturale in carcere

 

Problema
L'alta percentuale di persone straniere detenute ha modificato la composizione umana delle carceri italiane. Il mutamento della composizione etnico-culturale della popolazione straniera si traduce in una difficile integrazione che dilata il disagio di chi in carcere è protagonista di una nuova re-identificazione linguistica e socio-culturale.
Per evitare processi di segregazione ed innescare adeguate politiche che favoriscano l'integazione al1'interno delle carceri, è necessario promuovere la traduzione dei nuovi "codici" o "simboli" culturali e garantire l'offerta di adeguate risorse materiali e immateriali alle persone straniere come avviene per i detenuti italiani.

 

Soluzione
Dall'analisi dei bisogni relativa alla presenza di immigrati sul territorio provinciale è emerso che fino a poco tempo fa poco era stato fatto per i detenuti stranieri della Casa Circondariale di Teramo. Grazie all'incipit ricevuto dall'Area Educativa della Casa Circondariale, è risultato evidente che attorno alla presenza straniera in carcere convergono una serie di elementi problematici, che comunque accomunano i problemi dei detenuti stranieri a quelli di tutta la popolazione detenuta. Per questo la Provincia di Teramo ha deciso di finanziare nel corso del 2006 ed anche per il 2007 il progetto "Tante Tinte”: attraverso l'attivazione di uno Sportello Informativo permanente all'interno della Casa Circondariale di Teramo si assicura un supporto sia agli operatori penitenziari, sia ai detenuti stranieri. "Tantetinte" nasce per rafforzare e integrare le azioni di mediazione interculturale gia in atto presso la Casa Circondariale di Castrogno a cura dell'area educativa in collaborazione con i volontari dell'associazione "Verso il futuro". È stato istituito un servizio di sportello informativo interno per i detenuti stranieri ed è stato supportato, soprattutto economicamente, un Centro esterno di accoglienza nel quartiere Santo Spirito a Teramo. I1 Centro è una fondamentale risorsa nelle ipotesi di permessi premio o misure alternative alla detenzione, per garantire un domicilio dignitoso e gratuito ai molti condannati stranieri che non hanno alcun riferimento sul territorio e consente perfino l'accoglienza dei familiari in visita ai congiunti detenuti. La Provincia di Teramo ha sostenuto tale prezioso servizio, che finora ha potuto contare solo su minimi sostegni economici frutto di donazioni e carità, migliorandone la funzionalità.
L'alta percentuale di detenuti stranieri (la media in Italia è del 32%) ha modificato profondamente negli ultimi due decenni le problematiche e quindi l'organizzazione dell’istituto di pena, la popolazione carceraria è composta da persone che parlano lingue diverse, hanno usi e costumi molto differenti fra loro, praticano religioni diverse. I mediatori culturali che hanno collaborato all'interno della Casa Circondariale, essi stessi stranieri, hanno facilitato il dialogo e la comprensione tra bisogni delle persone detenute straniere e gli operatori dei servizi assicurando interventi non solo di interpretariato linguistico ma anche di orientamento culturale. Per stabilire un vero dialogo fra detenuti stranieri e operatori dei servizi, oltre alla traduzione delle parole, è stata necessaria una decodifica delle idee e dei comportamenti. I percorsi effettuati, individuali e collettivi, hanno portato anche ad incontrare donne immigrate detenute che vivono la quotidiana condizione dello sradicamento e dell'emarginazione. La realtà e la specificità femminile in carcere e molto particolare sia perché le donne rappresentano la minoranza della popolazione carceraria sia perché quando si parla di problemi legati a l carcere lo s i fa quasi sempre "al maschile". La complessità della sfera affettiva, ad esempio, pone le detenute in una sofferenza particolarmente intensa, sicuramente diversa rispetto a quella degli uomini, per la lontananza dalla famiglia e dai figli cui si aggiunge spesso il senso di colpa per averli abbandonati.
L’intervento di Sportello Informativo ha offerto agli stranieri informazioni sulla normativa italiana e sui servizi per gli immigrati, ha contribuito alla spiegazione dell'ordinamento penitenziario e ha costruito e consolidato collaborazioni con altri attori e servizi utili del territorio.
Il Servizio di Sostegno Extracarcerario ha consentito agli immigrati condannati l'applicazione dei benefici della legge penitenziaria che prevedono la permanenza fuori dall'istituto, ha offerto una adeguata accoglienza nell'immediatezza della scarcerazione ai detenuti stessi e a volte anche ai loro familiari, ha favorito i colloqui in istituto da parte di familiari e, infine, ha valorizzato l'attività svolta dai volontari e dall’Associazione.

 

Risultati
I servizi di sportello informativo sono stati utilizzati da 75 persone detenute, appartenenti a 23 nazionalità diverse, per un totale di 236 colloqui. Grazie ai colloqui è stato possibile rilevare i bisogni più sentiti dei detenuti e rispondere alle loro richieste.
Il servizio assicurato dall’Associazione di volontariato “Verso il futuro” ha permesso a molti detenuti ed ex-detenuti, che non avevano nessun riferimento esterno su cui poter fare affidamento, la possibilità di trovare quel sostegno morale e materiale di cui ogni persona necessita per vivere con dignità e senso di responsabilità.

Sull'impresa

Settore: Pubblica Amminstrazione ed Enti locali Website: www.provincia.teramo.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica