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CASI AZIENDALI

 

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Una Mano per la Vita

 

Problema
Vivere all’interno di istituti e centri di accoglienza rappresenta un’esperienza difficile per bambini ed adolescenti. Spesso queste realtà hanno bisogno non solo di aiuti e supporti economici, ma anche di rapporti "umani" autentici al fine di garantire ai ragazzi buone condizioni di vita ed un sostegno concreto nel delicato momento in cui si affacciano alla vita adulta ed al mondo esterno.

 

Soluzione
In occasione del ventennale dalla sua fondazione, CartaSi ha espresso ad Ai.Bi, Amici dei Bambini (associazione cui è legata da diversi anni) la volontà di avviare un nuovo progetto di partnership, volto a rafforzare l’impegno dell’azienda nella difesa dei diritti dei minori e in particolare di quei ragazzi che, essendo troppo grandi per sperare in un reinserimento familiare, rischiano di aver perso per sempre la possibilità di una vita "normale".
Il progetto Una mano per la vita si rivolge a 24 ragazze, tra i 13 e i 19 anni, ospitate nell’istituto 10 de Novembre di Potosì, in Bolivia, che hanno passato la maggior parte della loro vita all’interno della struttura di accoglienza ed hanno perso la speranza di avere una famiglia.
Con questo progetto, il Gruppo CartaSi, con il supporto di Amici dei Bambini, si propone di seguire per tre anni le ragazze, occupandosi dei loro progetti personalizzati di vita e sostenendo le attività comuni dell’istituto, attraverso il coinvolgimento di personale specializzato, l’organizzazione di corsi di formazione, la ristrutturazione dell’immobile abitato dalle ragazze e l’organizzazione di un "appartamento sociale".
La forza innovativa di questo progetto di partnership aziendale sta nel fatto che si rivolge contemporaneamente a due diversi stakeholders: da un lato la collettività, verso la quale si sta operando e alla quale si sta fornendo sostegno, e dall’altro i dipendenti, ai quali viene fornita l’occasione di fare un’esperienza di "comunità" diversa sia dall’impegno lavorativo, che dalle occasioni di svago tra colleghi; ad essi infatti la Direzione ha voluto affidare la gestione del rapporto diretto con le ragazze. Ogni area del Gruppo è stata responsabile di un’adozione a distanza ed al suo interno è stato poi individuato un referente designato quale interfaccia del rapporto diretto con la ragazza affidata. Ai.Bi. ha rilasciato un attestato di adozione ad ogni singola area/società ed una scheda informativa con fotografia della ragazza adottata.
La realizzazione delle attività del progetto è stata affidata ad un Comitato Direttivo composto da quattro rappresentanti, due di CartaSi e due di Amici dei Bambini, che si riunisce con cadenza semestrale e che ha come compiti principali il monitoraggio ed il controllo delle attività in corso, l’adeguamento del progetto e del budget in base alle evoluzioni dell’intervento stesso e del contesto in cui si opera, l’assunzione di ogni decisione sulle linee di sviluppo del progetto e l’organizzazione delle modalità di coinvolgimento dei dipendenti.
Il progetto è passato da un piano puramente istituzionale (rapporto Ai.Bi. - CartaSi) a un piano più personale, di rapporto diretto tra le ragazze "adottate" ed i reparti aziendali. Questo ha introdotto, tra gli uffici adottivi, una serie di attività spontanee tra cui l’organizzazione di riunioni di allineamento per discutere sulle azioni congiunte da intraprendere verso le ragazze, l’ideazione di modalità sempre nuove di aggiornamento di tutti i colleghi sull’evoluzione del progetto e il contatto con interlocutori commerciali diversi al fine di ottenere sconti per l’acquisto di materiali (didattici e ludici) da inviare alle ragazze per i loro momenti di svago. Inoltre, in occasione delle feste natalizie è stata organizzata una raccolta fondi presso i colleghi di ogni singola area, per finanziare l’acquisto di regali e per inviare sostegni economici ai volontari residenti in Bolivia, incaricati di organizzare per le ragazze una gita fuori dall’istituto.

 

Risultati
Per quanto riguarda gli interventi strutturali dell’istituto l’investimento effettuato, pari a 207.000 euro per 3 anni di attività, hanno consentito di affittare una nuova struttura dove ospitare le ragazze, assumere un’intera équipe multidisciplinare di professionisti (chiamati a realizzare un lavoro individuale di accompagnamento permanente per ciascuna ragazza), raggiungere le famiglie delle adolescenti istituzionalizzate con l’obiettivo di rafforzare o ristabilire i legami affettivi ed iniziare a sostenere l’implementazione di un appartamento sociale che ospiterà le ragazze in uscita dall’istituto.
Il risultato più consistente è stato però raggiunto nei confronti dei dipendenti dell’impresa, coinvolti nell’iniziativa. Infatti, lo scambio avviato tra le ragazze e i dipendenti del Gruppo ha contribuito a far nascere un nuovo modo di fare azienda: in particolare, è aumentata la comunicazione tra gli uffici che hanno così modo di confrontarsi al loro interno su un piano valoriale, oltre che lavorativo o meramente ludico.
Si pensa che, in prospettiva, il progetto potrà produrre risultati sempre crescenti. L’obiettivo principale, in questo momento, è accrescere ancora di più il coinvolgimento delle persone in azienda, grazie a una puntuale comunicazione sull’andamento del progetto, attraverso la Intranet aziendale: fotografie e storie che contribuiscano a fare conoscere sempre di più la realtà che queste 24 ragazze quotidianamente affrontano nel loro Paese.

Sull'impresa

Settore: Banche, Finanza e Assicurazioni Website: www.cartasi.it
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica