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CASI AZIENDALI

 

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SAN PAOLO IMI

Gruppo bancario

 

L’inserimento lavorativo di disabili per insufficienza mentale (caso elaborato da Università degli Studi di Torino-anno 2000)

 

Problema
La Corte Costituzionale, con sentenza del 2 febbraio 1990, ha inserito i disabili per insufficienza mentale nel novero dei soggetti tutelati dalla legge 482/68 sull’assunzione obbligatoria degli invalidi, in presenza di residue capacità lavorative che ne consentano il proficuo impiego in mansioni compatibili ed in condizioni di affidabilità, utilità e sicurezza.
L’Istituto bancario San Paolo, nel quadro degli inserimenti discrezionali correlati con le provvidenze a favore del personale, ha ritenuto di definire un progetto mirato all’inserimento lavorativo di disabili per insufficienza mentale, attingendo i potenziali beneficiari nell’ambito dei figli dei dipendenti in quiescenza.
Tale scelta si fonda sulla convinzione che lo stress dell’inserimento lavorativo e della conseguente sistemazione sociale ed economica viene sentito in modo maggiore da parte di genitori che vedono affievolire, con il passare del tempo, la capacità di assistenza del proprio famigliare disabile. La scelta di avviare tale iniziativa, inoltre, tiene conto delle problematiche collegate alla peculiarità del lavoro bancario che limitano oggettivamente la possibilità di individuare mansioni compatibili agli inserimenti.

 

Soluzione
Nel perseguimento delle linee d’intervento individuate, l’attività di coordinamento del progetto è stata rivolta alla risoluzione di taluni profili di complessità emergenti sul piano organizzativo e psicologico.
L’aspetto maggiormente complesso dal punto di vista aziendale è quello relativo all’individuazione di mansioni compatibili per l’inserimento, sotto il profilo dell’utilità, delle condizioni di affidabilità e di sicurezza. La quasi totalità delle mansioni e dei ruoli tipici di una azienda bancaria, infatti, presenta molteplici variabili che richiedono capacità intuitive e di problem solving, nelle quali si evidenziano in prevalenza gli aspetti deficitari della persona con insufficienza mentale. In questo contesto, nel processo di scelta delle aree di possibile inserimento, sono preferite quelle a tecnologia relativamente semplice. Sono, inoltre favorite soluzioni di inserimento che presentano un contesto favorevole dal punto di vista sociale, evitando situazioni di isolamento e privilegiando quelle caratterizzate da gruppi di lavoro stabili, relativamente poco numerosi, coesi e privi di eccessive tensioni. La scelta dei luoghi di lavoro è rivolta a quelle strutture senza particolari problemi di barriere architettoniche, di trasporto e dotati di servizi accessori (mensa, bar, parcheggio, ecc.).
Un’attenzione particolare è riservata alle condizioni psicologiche dell’inserimento, sia rispetto ai soggetti interessati, che ai gruppi aziendali. Le condizioni di invalidità determinano, spesso, elementi psicologici di sofferenza che inevitabilmente si riflettono nei rapporti interpersonali. Si evidenziano, inoltre, nei soggetti disabili psichici elementi di immaturità affettiva e di maldestrezza relazionale che possono determinare nei gruppi sociali difficoltà nell’individuazione degli stili relazionali più adeguati ad un rapporto paritetico e maturo. Il governo degli accennati aspetti è demandato alle strutture socio-sanitarie presenti sul territorio. Queste sono coinvolte pariteticamente alle strutture aziendali nella conduzione e gestione delle diverse fasi del progetto.
La modalità prescelta per perfezionare gli inserimenti lavorativi è quella del cosiddetto “inserimento mediato”. Tale modalità prevede la frequenza da parte del soggetto interessato di un periodo di tirocinio lavorativo propedeutico all’assunzione presso strutture centrali o periferiche dall’azienda. Tale impostazione è stata ritenuta utile per graduare tutti gli elementi di ingresso (dall’adattamento, alla socializzazione lavorativa) e per favorire il tempo “personale” di apprendimento, nonché per acquisire quella qualità della socializzazione necessaria ad un rapporto per ruoli.
Al fine di garantire una corretta suddivisione dei diversi compiti e responsabilità nella conduzione del progetto, è stata prevista la creazione di due diversi momenti collegiali denominati “commissione tecnica centrale e “gruppi di supporto esecutivo”.
Nella commissione i componenti di espressione aziendale sono affiancati da consulenti medico-scientifici fiduciari dell’azienda, con specializzazione nel campo dell’inserimento lavorativo dei disabili e della medicina del lavoro. Compito di tale organo è la selezione dei soggetti interessati e la proposta di inserimento idonea.
Ai gruppi di lavoro esecutivo, composti da un esponente dell’azienda presso l’unità amministrativa presso la quale viene avviato l’inserimento lavorativo e da un incaricato del servizio socio sanitario assistenziale che ha il disabile, è demandata, invece, la fase del tirocinio. In tale fase, in particolare, i gruppi di lavoro svolgono compiti di sensibilizzazione del gruppo sociale in relazione alle caratteristiche della persona da inserire e di monitoraggio costante dello sviluppo dell’esperienza lavorativa.

 

Risultati
Dopo la definizione delle linee di intervento per il raggiungimento dei fini progettuali, sono stati preliminarmente elaborati i criteri generali e i parametri oggettivi per l’ammissione dei soggetti interessati alla frequenza del tirocinio lavorativo della durata di un anno propedeutico all’assunzione. In particolare, i criteri generali del processo di formazione del giudizio di orientamento mirato all’inserimento lavorativo, in correlazione con le potenzialità espresse dai soggetti, sono i seguenti:
- effettiva sussistenza di invalidità civile determinata in via prevalente da insufficienza mentale;
- compatibilità di un concreto inserimento lavorativo con la tipologia di invalidità risultante dai documenti medici prodotti dall’interessato;
- età degli aspiranti nel senso di favorire – a parità di requisiti clinici – l’inserimento di soggetti più giovani e, quindi, con un grado di flessibilità e capacità di apprendimento maggiori rispetto agli elementi più anziani.
A lato dei criteri generali, sono presi in considerazione ulteriori aspetti di carattere oggettivo, quali l’anzianità di collocamento a riposo dei genitori del disabile e l’età dei genitori, nonché la composizione del nucleo familiare.
Sono, attualmente, quattro i soggetti disabili per insufficienza mentale, figli di dipendenti in quiescenza, inseriti nella struttura organizzativa a pieno titolo.

Sull'impresa

Settore: Banche, Finanza e Assicurazioni Website: www.sanpaolo.com
 

 

 

     
       
In collaborazione con Impronta Etica