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CASI AZIENDALI

 

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NETWORK KPMG IN ITALIA

Network di societÓ di servizi professionali

 

Ninna ho
Milano (Milano)

 

Problema
Sebbene non esistano attendibili statistiche sull’abbandono neonatale, in Italia il numero di bimbi abbandonati è aumentato sensibilmente negli ultimi anni. Il ritrovamento di neonati abbandonati (vivi o morti) rappresenta solo la punta dell’iceberg e si pensa che il fenomeno riguardi ormai qualche centinaia di casi all’anno. Secondo gli esperti, dietro l’abbandono di un neonato ci sono condizioni di grave disagio economico e sociale ma soprattutto solitudine, disperazione e ignoranza.

 

Soluzione
Per celebrare i suoi primi 50° di attività in Italia il network KPMG, in collaborazione con la Fondazione Francesca Rava, ha avviato il progetto “ninna ho”, con cui contrastare il grave fenomeno dell’abbandono neonatale.Sostenuto da KPMG Italia in partnership con la Fondazione Francesca Rava  e con il patrocinio della Società Italiana di Neonatologia,“ninna ho” si rivolge alle madri in difficoltà che, per motivi diversi, non possono riconoscere il proprio figlio. Il progetto prevede la donazione - ad una rete di ospedali italiani - di culle salvavita, da installare in locali appositamente predisposti per l’abbandono anonimo e protetto. Secondo quanto previsto dalla legge italiana, ogni mamma può lasciare il proprio piccolo in queste culle senza rendere nota la propria identità, ma con la garanzia che il bambino sia accudito nel reparto giusto e da personale qualificato.Il progetto “ninna ho” si è inoltre concretizzato in una capillare campagna di sensibilizzazione in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, russo) finalizzata ad informare le madri a rischio di infanticidio sull’attuale normativa relativa alla segretezza del parto e alla tutela della donna e del bambino. La campagna include la distribuzione di leaflet e poster nelle città dove risiedono gli ospedali che partecipano al progetto e pendoli sul metrò di Milano. Sono inoltre già attivi il numero verde 800-320023, cui rispondono medici neonatologi due pomeriggi alla settimana, il sito internet www.ninnaho.org e l’e-mail utilizzabile on-line.  L’iniziativa è stata presentata all’inizio del mese di ottobre 2008 con una conferenza stampa a cui sono seguite numerose pubblicazioni su altrettante testate nazionali e locali. Tra novembre e dicembre 2008 sono state installate le prime due culle, rispettivamente presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e l’Ospedale Materno Infantile del Ponte a Varese; nel 2009 verranno raggiunti anche l’Ospedale Careggi di Firenze e ospedali a Torino e a Padova.Per ogni ospedale, le attività prevedono non solo la donazione della culla e dei dispositivi elettronici di monitoraggio, ma anche la realizzazione delle opere murarie per la predisposizione dei locali e delle opere elettriche per la comunicazione con i reparti di terapia intensiva.

 

Risultati
Gli obiettivi di breve/medio termine stabiliti nell’ambito del progetto “ninna ho” sono stati raggiunti:è stata attivata la rete di ospedali dove le culle sono state installate o verranno installate entro il 2009; è stata avviata la campagna di sensibilizzazione; è stato informato e coinvolto il personale di KPMG. Il progetto ha rappresentato l’occasione per tradurre in comportamento concreto uno dei valori di riferimento del network KPMG, ossia quello dell’impegno verso la comunità. L’eco sulla stampa ha aumentato l’orgoglio di appartenenza del personale KPMG ed ha alimentato il dibattito pubblico sul tema, fornendo utili spunti per confrontarsi; inoltre altri 5 ospedali hanno già chiesto di partecipare al progetto.

Sull'impresa

Settore: Servizi Website: www.kpmg.it
 

 

 

     
       
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